Ma non doveva essere intitolata a Foschi la piazzetta davanti al Centro Mondiale della Poesia?

La ricorrenza del decennale della scomparsa di Franco Foschi, ricordata mercoledì scorso con una cerimonia di amici, parenti e una delegazione dell’amministrazione comunale davanti la sua tomba nel civico cimitero, ha riacceso il dibattito sull’intitolazione di una via o piazza in suo nome. A denunciare, ancora una volta, questa inspiegabile dimenticanza è Luigi Vincenzoni, nipote del tenore Beniamino Gigli ed amico e coetaneo dell’uomo politico recanatese. “Ma non doveva essere intitolata a Franco Foschi, si chiede Vincenzoni, la piazzetta davanti all’ex convento di Santo Stefano, oggi sede del Centro Mondiale della Poesia da lui fondato nel 2001 con lo scopo di promuovere e favorire la poesia e la cultura in qualsiasi parte del mondo?” Una memoria davvero corta quella che purtroppo la città ha nei confronti di Franco Foschi. Nell’aprile del 2009 l’allora Giunta a guida Corvatta decise di intitolare all’onorevole Franco Foschi la strada che circonda il Colle dell’Infinito, quella che da Porta Nuova si collega con via Badaloni. Una strada che, però, aveva già un suo nome, e che nome: via Colle dell’Infinito! La scelta suscitò non pochi mugugni e molti si chiesero se fosse più conosciuto e importante Franco Foschi o una delle liriche più belle di Giacomo Leopardi. Pochi mesi dopo cambia il primo cittadino e i volti della Giunta e a Corvatta succede Fiordomo che, tra i primi atti, decide di ripristinare, a quella via, il suo vecchio nome che gli era stato conferito in occasione del primo centenario della nascita di Giacomo Leopardi, nel 1898. A Foschi la nuova Giunta decise di intitolare, appunto, la piazzetta davanti all’attuale Centro Mondiale della Poesia. Ma da allora nulla è stato fatto, neanche l’apposizione di una semplice targa, anche se l’atto deliberato è stato adottato già dall’estate del  2009. Due anni fa il sindaco giustificò il ritardo adducendo la scusa che, prima di apporre la targa con il nome di Foschi con una cerimonia ufficiale, si sarebbe dovuto provvedere a sistemare il piazzale che si presentava in condizioni pietose. Ad oggi, però, la situazione del piazzale non è cambiata e dopo otto anni della targa non c’è ancora traccia. Nel frattempo a Foschi sono state intitolare una sala conferenza al Centro Nazionale Studi Leopardiani e nell’aprile del 2016 l’aula multimediale dell’Istituto Tecnico Industriale Mattei che deve proprio a lui nel 1965, allora sindaco, la posa della prima pietra.

Antonio Tubaldi

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