“Viene il vento recando il suon dell’ora….” Forse Giacomo Leopardi, vedendo come lavorano attenti e in maniera scrupolosa gli addetti della ditta Lapponi Marmi di Recanati, per riprendere con cura i pochi suoi versi scritti sulla Torre del Borgo, sarebbe più ben disposto verso la sua città e i suoi abitanti. E’ in corso, infatti, un lavoro di ripresa del colore delle scritte sulle lapidi presenti in città che oramai erano scolorite dall’usura del tempo. Nella foto si tratta di alcuni versi ripresi da “Le ricordanze” in cui Leopardi ricorda il battito delle ore che giungeva a lui dalla Torre del borgo. E proprio in questo canto che il poeta bolla la Recanati di allora e i suoi cittadini come “Natio borgo selvaggio, intra una gente Zotica, vil; cui nomi strani, e spesso Argomento di riso e di trastullo, Son dottrina e saper; che m'odia e fugge, …”
Antonio Tubaldi
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