Marinelli da’ del burlone al sindaco sul caso Ircer.

E’ ormai chiaro che il Pd recanatese non parla più un’unica lingua, quella del sindaco Fiordomo sino alle ultime elezioni sovrano indiscusso di una maggioranza che non osava contraddirlo. Piacciono sempre di meno certe sue uscite pubbliche improntante sul principio “qui il sindaco sono io e decido io assumendomi tutte le responsabilità”. Ci ha provato a ribadire questo suo ruolo durante la discussione sul futuro degli Ircer e la nomina del nuovo cda, da alcune settimane dimissionario. Ma il consigliere Pd, Andrea Marinelli, ex assessore alla cultura, lo ha celato dandogli del burlone. “Il sindaco, ha detto Marinelli, si fa prendere dall’entusiasmo del faccio tutto io, scherza, perché in realtà poi le scelte si condividono insieme e si cercherà di ragionare sui possibili nomi e quadri tecnici più funzionali.” Uscita che il sindaco avrebbe mal digerito. Marinelli, in realtà, è da tempo che non si trova in linea con la politica del sindaco Fiordomo, specie sulla vicenda della Fondazione Ircer e la sua partecipazione al projet financing per il recupero della ex scuola Beniamino Gigli. Il sindaco lo vede infatti come un “percorso nuovo e coraggioso perché sui servizi sociali rischiamo di fare la stessa fine della sanità se non li mettiamo in sicurezza e il projet è la strada giusta per farlo. Altrimenti rischiamo, fra pochi mesi, di avere una gestione unica dell’Area Vasta e andremo sotto Civitanova che è il Comune capofila perché in questo caso a decidere è il numero degli abitanti.” Non è proprio così per Marinelli che non condivide affatto il “connubio strettamente correlato e quasi inscindibile fra Ircer e projet. Io ritengo che il percorso dello sviluppo della Fondazione Ircer debba essere savio, guidato passo dopo passo con pazienza ed equilibrio e non penso che concretamente i due elementi siano così strettamente inscindibili. Se crediamo negli Ircer, li dobbiamo accompagnare nel loro sviluppo pensando prima a rafforzare i quadri tecnici, strutturale e politici e poi, con le dovute accortezze, di ampliare le potenzialità dei servizi che andrà a gestire. Io non vedo questa inscindibilità così come è stata dipinta.” Marinelli, infine, ribadisce che per lui il nuovo cda “dovrò godere di tutta l’autonomia necessaria e i nomi di alcuni tecnici possono essere suggeriti anche dalla stessa opposizione, fermo restando che naturalmente la scelta e la sintesi finale spetta al sindaco. Mi fa piacere che questa sera Fiordomo abbia detto che non adopererà il manuale Cencelli per le nomine anche se il primo cda, in effetti, mi sembrava che riflettesse un po’ troppo proprio quel manuale.”

 

 

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