Matteo Scalvini stava per lasciare l’Italia

Matteo Scalvini , il 32enne recanatese accusato di sfruttamento della prostituzione è stato arrestato a Ferrara insieme a due ragazze slave, mentre stava scap­pando dall’Italia.

Scalvini, figlio di un noto imprenditore di Reca­nati specializzato nella realizzazio­ne di porte e infissi in legno, aveva messo in piedi insieme alle due ragazze slave, un piccolo impero del sesso a pagamento.  Aveva capito di essere pe­dinato e intercettato e quindi aveva­ pensato di lasciare l’Italia.

Ma i tre non han­no fatto a tempo. Il pericolo di fu­ga è proprio una delle motivazio­ni del fermo di polizia giudiziaria emesso dalla procura di Ancona e che per motivi di urgenza è stato subito convalidato dal tribunale di Ferrara. Poi il gip della città estense si è dichiarato incompe­tente e gli atti sono stati trasmessi ad Ancona dove avverrà una se­conda udienza di convalida.

AL MOMENTO Scalvini resta rinchiuso in carcere. Così come le sue due amiche slovacche con le quali avrebbe ideato una vera e propria macchina per far soldi. Dieci ragazze, fresche e belle arri­vate dalla Slovacchia e costrette al­la prostituzione in alcuni apparta­menti di Ancona e Marcelli, no­vantamila euro al mese di guada­gno pulito. Ogni prestazione si ag­girava sui 3/400euro. Incontri spe­ciali che spesso andavano al di là di un semplice rapporto sessuale.

 

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