È STATO condannato a sei anni di reclusione Massimo Beccacece, il commerciante recanatese di 54 anni accusato di pedofilìa nei confronti di un ragazzino che, all’epoca dei fatti (tre anni fa) aveva appena undici anni. La sentenza di condanna è stata emessa, ieri mattina al tribunale di Macerata, dal giudice per l’udienza preliminare Enrico Zampetti. I fatti — sempre negati dall’uomo — risalgono al 2009. E’ stata la madre del ragazzino che si presentò alla caserma dei carabinieri di Recanati per denunciare il commerciante amico di famiglia. All’uomo furono sequestrati sette computer, tra pc e portatili, due macchine fotografiche, sei penne Usb, montagne di foto, e poi profilattici, confezioni di lubrificanti. Migliaia i file recuperati dalla memoria del computer, volti di bimbi ancora non identificati, e poi dvd e filmati amatoriali. Beccacece ha sempre negato gli episodi contestati. Ha dichiarato dì aver avuto modo di frequentare in diverse occasioni il ragazzo, alla cui famiglia è legato da un rapporto d’amicizia, ma di non avere mai approfittato della fiducia che il piccolo aveva riposto in lui. Quanto al materiale sequestrato in casa sua dagli investigatori, si è difeso dicendo d’averlo scaricato da internet. Non ha ammesso di averlo, in diversi casi, personalmente prodotto.
BECCACECE ha già scontato cinque mesi di carcere nel 2010, per essere poi trasferito ai domiciliari.
