Care socie e cari soci della BCC di Recanati e Colmurano,
prima di tutto: grazie di cuore a tutti e ad ognuno di voi! Vi sono riconoscente per la vostra grande partecipazione all’assemblea di sabato scorso; sono state registrate poco meno di mille e ottocento presenze, quasi metà di persona, e poco di più per delega: con un’unica eccezione, nel 2007, si tratta dei valori più elevati mai raggiunti; questo dimostra il vostro attaccamento alla banca e ci rassicura sul fatto che supereremo ogni difficoltà. Sono contento, molto contento, di essere stato confermato presidente di tutti e di ognuno di voi; la notte scorsa ho dormito molto meglio di quel che mi è normalmente capitato nelle scorse settimane o negli ultimi mesi, non perchè i problemi siano stati tutti risolti – ne abbiamo ancora tanti davanti — ma perchè ho sentito il vostro calore e il vostro appoggio. In particolare, la cosa che mi ha fatto più piacere è stata la quasi unanimità con la quale avete votato la modifica dello statuto: è stato doloroso per il consiglio di amministrazione e per me proporvela, ancor più duro per voi approvarla; nello stesso tempo, noi e voi siamo convinti che questa sia la strada giusta che ci permetterà di attraversare con una certa sicurezza un mare che si preannuncia tempestoso per tutto il sistema bancario, europeo, italiano e marchigiano. Siamo tranquilli in particolare perche le banche di crcdito cooperativo sono quelle che hanno i valori giusti per momenti difficili come quelli attuali. Desidero dare il benvenuto e fare i migliori auguri di buon lavoro ai nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione e sindaci supplenti; nello stesso tempo esprimo il mio ringraziamento più vivo al dr. Leonello Conocchiari: siamo stati cooptati insieme, ho apprezzato tantissimo il suo contributo fattivo ai lavori del Consiglio negli ultimi sette mesi; proporrò a quello integrato con tre nuovi membri – Giovanni Bernardi, Massimo Pirchio e Benso Ruffmi – di utilizzare le sue competenze in uno degli organi consultivi della BCC. Lo stesso intendo fare con alcuni fra quanti avevano proposto una diversa linea d’azione per risolvere i problemi patrimoniali della banca. Come ci ha suggerito don Lamberto Pigini, dobbiamo superare le divisioni e ritrovare l’unità della nostra missione: lavorare tutti per il bene della BCC, che soffre quando vi sono contrapposizioni; la banca vive di fiducia, e nulla può metterla a rischio tanto quanto i conflitti. Ne avranno vantaggio la banca, il territorio, le famiglie, le imprese e i dipendenti. A questi ultimi, infine, voglio esprimere la mia totale e infinita gratitudine: tutti hanno visto come è stata organizzata bene l’assemblea, l’eleganza del locale e l’ordine nello svolgimento dei lavori; certo tanti altri hanno lavorato, e bene (il notaio, i rappresentanti delle Federazioni, nazionale e marchigiana, e del Fondo, i componenti degli Organi sociali della BCC) ma l’entusiasmo dei dipendenti ha superato ogni mia aspettativa. Per quanto mi riguarda, farò del mio meglio e grazie di cuore.
