Da alcuni giorni gli operai del Comune sono all’opera per tirare a lucido i giardini pubblici del centro storico e garantirne una migliore sicurezza e fruibilità. Finalmente si è posto mano al ripristino delle staccionate in legno da tempo mancanti in più punti a causa di ripetuti atti vandalici con un pericolo incombente soprattutto per anziani e bambini. Al loro posto ne sono state installate di nuove ristabilendo un minimo di sicurezza per tutti coloro che scelgono questo luogo per trascorrervi alcuni minuti di relax e le mamme per portare i loro bimbi a frequentare l’area giochi. Gli operai hanno ripulito anche la vasca, posta nella parte inferiore del polmone verde, che da quando è stata chiusa con una rete protettiva era diventata ricettacolo di qualsiasi rifiuto, dalle lattine di bibite alle cartacce ed altro. Il sindaco Fiordomo assicura che si andrà ancora avanti con i lavori sino a ridare a questo luogo un aspetto degno di una città accogliente ed ospitale. Di recente è stata anche installata la nuova illuminazione a led fornita dalla nota industria illuminotecnica recanatese “I Guzzini” che già aveva sponsorizzato anche l’illuminazione del parco di Villa Colloredo Mels. Fra gli altri interventi anche quello della ripresa delle mura con la sistemazione delle tante crepe presenti per mettere in sicurezza e a norma tutta la zona. Rimane in sospeso, però, la definizione del recupero dell’immobile dell’ex Circolo di Lettura e Conversazione, posto al secondo piano dei giardini pubblici, che versa in uno stato di completo abbandono tanto che nel marzo di due anni fa si registrò anche il distacco di una serie di mattoni per un improvviso rigonfiamento del muro in corrispondenza delle grotte della vecchia sede del circolo giovanile degli anni '60, poi successivamente utilizzata, appunto, dal circolo di conversazione e lettura. Quel locale, un tempo di proprietà comunale, fu acquisito dalla Regione Marche con il passaggio delle competenze turistiche dal Comune alla Regione e da allora non è stato più utilizzato pur potendo ospitare sia attività di tipo culturale che economico-commerciale trovandosi in pieno centro storico e in un zona particolarmente frequentata da residenti e turisti. Sono anni che quell’immobile e il terreno su cui si trova sono presenti nell’elenco delle alienazioni predisposto dalla Regione Marche catalogati catastalmente come “B/6 – Biblioteche, pinacoteche, musei, gallerie, accademie che non hanno sede in edifici di prestigio particolare della categoria A/9” ma sino ad oggi, forse anche per una scarsa pubblicità, sembra che non si sia presentato alcun possibile acquirente. Da più parti, nel passato, erano giunte all’Amministrazione sollecitazioni per arrivare ad un pieno utilizzo di quella struttura ma da tempo in città si è persa addirittura la memoria della sua presenza. Un peccato davvero a cui è giunto il momento di porre rimedio.
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