PalaCingolani a Recanati: nuovo stop ai lavori

Ci vuole decisamente una benedizione, e di quelle toste, per il PalaCingolani di via Fratelli Farina a Recanati da cui, non si sa bene perché, fuggono via tutte le ditte incaricate dei lavori per il suo ampliamento. Eppure il finanziamento c’è, nero su bianco, perché già nell’ottobre scorso è stato firmato l’accordo con il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, che ha messo a disposizione di Recanati un milione e 230.000 euro nell’ambito dei fondi del progetto “Sport e Periferie”.

Prima c’è stato il Consorzio di Imprese di Rimini che, pur avendo vinto la gara d’appalto, si può dire che non abbia mai iniziato i lavori che, invece, sarebbero dovuti terminare addirittura a settembre, in tempo per la nuova stagione sportiva della Pallacanestro Recanati. A luglio, però, ci si è accorti che non c’era nessuna traccia di quei lavori tanto che si è arrivati alla risoluzione concordata del contratto e l’Amministrazione fiduciosa si era rivolta alla ditta di Corridonia che si era classificata seconda alla gara d’appalto.

Invece anche questa ha dato forfait facendo così frantumare definitivamente i sogni della squadra recanatese, che milita nella Serie C Silver, di poter tornare a giocare al palazzetto dello sport con l’inizio del nuovo anno. Per loro, ormai, anche per quest’anno rimane solo il PalaBaldinelli di Osimo con disagi e costi notevoli sia per la società che per i tanti tifosi che la segue.

Il detto dice che “non c’è due senza tre” ma speriamo di poter sfatare questo e che la terza ditta alla fine sia disponibile a portare a termine il lavoro.

Il progetto, a firma dell’ing. Gabriele Garofolo per la parte architettonica-strutturale e dell’ing. Moroni Luca per la parte impiantistica, prevede la realizzazione di due tribune, l'ampliamento della sua capienza fino a 2000 posti e la possibilità di trasformare il Palas in struttura polifunzionale anche per eventi non sportivi, ovvero meeting, spettacoli, e concerti. Nel progetto è prevista anche la realizzazione di un parcheggio adiacente alla struttura, per il quale è già stata espropriata l’area, capace di ospitare circa 200 autovetture.

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