Sull’ennesima polemica che si sta scatenando sul Centro Nazionale Studi Leopardiani,questa volta per i locali condannati al freddo,che chiama in causa il Comune con finalità non del tutto convincenti,se non prendo lucciole per lanterne,cosa peraltro possibile,sono dell’opinione che la questione è impostata male fin dalla sua premessa iniziale,che prescinde da logiche obbiettive.
L’aspetto centrale di tutta la querelle è questa : se il Comune di Recanati non si fa carico di tutti i problemi finanziari del CNSL,questo è condannato ad una misera estinzione.
Se Comuni come Firenze per Dante,di Arezzo per Petrarca,di Recanati per Leopardi,non si assumessero tutti gli oneri derivanti dalle iniziative per mantenere vivo il messaggio proposto da tali personaggi di levatura nazionale,o,meglio,mondiale,gli stessi finirebbero in soffitta.
Pur nel degrado generale oggi in atto,questo non è concepibile.
Tutto ciò che fa capo a questi personaggi eccezionali è un patrimonio di tutti e significa umiliarli senza giustificazione lasciare il compito di mantenerne accesa la testimonianza sotto ogni profilo ai Comuni di nascita,peraltro a corto di mezzi materiali come Recanati.
Un’istituzione come il CNSL,che vivrebbe con poche centinaia di migliaia di Euro all’anno,deve essere tenuta in vita dallo Stato,che butta al vento migliaia di miliardi di Euro all’anno con tante spese ingiustificate,e la protesta di tanti autorevoli esponenti della cultura o della politica dovrebbe rivolgersi in quella direzione,magari con un ripensamento sulla natura giuridica del CNSL,oggi fondazione di diritto privato.
Gianni Bonfili.
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