Iacopo Ciccarelli, del pronto soccorso di Recanati, e Antonella Paoletti, radiologo dell’ospedale di Civitanova sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio colposo per la morte di Angelo Carestia, autotrasportatore recanatese di 58 anni, ucciso nel febbraio 2009 da un’emorragia causata dal distacco di una protesi dall’arteria. La prima udienza del processo è stata fissata al 18 gennaio del 2013, al tribunale di Civitanova. La sera del 28 febbraio del 2009, dopo aver avuto per tutta la giornata forti dolori allo stomaco e cefalee, Carestia decide di andare al pronto soccorso dell’ospedale di Recanati. Il medico di turno, Iacopo Ciccarelli, lo manda a Civitanova per una Tac al torace e all’addome. All’ospedale civitanovese la dottoressa Antonella Paoletti esclude che ci siano dissezioni o rotture di aneurismi e lo rimanda a Recanati. Angelo Carestia viene dimesso con la diagnosi di «dolore epigastrico verosimilmente enterico». La mattina dopo Carestia muore, stroncato, come rivelerà poi il riscontro diagnostico, da un’emorragia causata dal distacco della protesi dall’arteria.