L’avvertimento lanciato dall’Amministrazione Comunale ai cittadini indisciplinati di rispettare il regolamento sulla raccolta differenziata dei rifiuti ha scatenato la reazione del comitato nato due anni fa per opporsi all’utilizzo dei microchip. L’Amministrazione, infatti, dopo aver elogiato i residenti volenterosi e rispettosi dell’ambiente che hanno permesso di raggiungere l’80% per cento di differenziata, se la prende con quelli che si mostrano ancora indisciplinati e magari si rifiutano di ritirare i sacchetti con il microchip avendo abbracciato la campagna di disubbidienza civile. Su questo il presidente del comitato, Marco Buccetti, è categorico: “il microchip è uno strumento identificativo attraverso il quale si può accedere ai dati sensibili di un qualsiasi cittadino e pertanto, al pari di altri strumenti identificativi (impronte digitali, dati anagrafici, analisi ematologiche, mappa cromosomica, ecc…), per poter essere utilizzato deve essere richiesto e sottoscritto il consenso informato dell'interessato.” Quindi, per Buccetti, “il citato obbligo ad accettare l'imposizione del dispositivo identificativo (microchip) sui sacchetti per la differenziata risulta un sopruso da regime dittatoriale e non può essere sanzionato chi si rifà ai propri diritti costituzionali democratici." Il Comune, invece, è intenzionato a mettere in riga tutti e a far scattare maggiori controlli ed elevare verbali a chi non si adegua. Tranquilli, assicura Marco Cingolani, legale del comitato, che attende curioso l’arrivo delle sanzioni. Come dire: poi ci divertiremo! Cingolani, invece, ha qualcosa da ridire sul ritiro porta a porta dei sacchetti gialli, blu e della carta. “Girando intorno a Recanati si nota come i sacchetti in alcune zone della città, ad esempio in viale Adriatico, giacciono a terra per ore, se non addirittura per giorni.” La segnalazione del mancato ritiro giunge anche da altri cittadini. E’ successo, mercoledì scorso, che in via Chiostro S.Agostino, dove ci sono i ragazzi stranieri ospiti della scuola “Campus Infinito”, e altri privati nelle vie limitrofe non siano stati ritirati i sacchetti della carta. Uno di loro, un’anziana signora, ci dice “che è ormai divenuta una abitudine non ritirare i sacchetti, come se questa parte della città fosse stata tagliata fuori dal giro dei mezzi del Cosmari.” Cingolani contesta anche la “favola” che l’introduzione del microchip abbia incremento di molto la differenziata. “Non è vero. Nell’anno 2012 la percentuale di differenziata senza microchip era del 74,92%. I sacchetti gialli e blu (gli unici dotati oggi di microchip) incidevano solo del 23%. Nel 2014, in epoca microchip, la percentuale è salita all’81.34% ma l’incidenza dei sacchetti blu e gialli è rimasta la stessa. In altre parole, la spesa sostenuta per l’acquisto dei sacchetti con microchip non vale il gioco, senza contare che, comunque, la barra magnetica identificativa è un rifiuto speciale che non viene smaltito correttamente perché finisce insieme agli altri rifiuti normali”.
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