Porto Recanati e la crisi del lavoro

di Attilio Fiaschetti Lega Nord Porto Recanati. Finite le ferie, ritorniamo a parlare del  periodo di crisi più nero che le ultime generazioni abbiano mai vissuto. Anche Porto Recanati fa i conti con i dati EuroStat impietosi che ci dicono e ci raccontano una situazione preoccupante. Il Pil italiano un anno fa era 0,3 punti sotto la media europea, ora è distante 2,1 punti (la distanza dagli altri è quindi aumentata sette volte). Il debito pubblico è al 123,3% del Pil e un anno prima era sotto il 120%. L’inflazione è al 3,6% e un anno prima era al 2,1%. La disoccupazione secondo i dati Eurostat era a giugno al 10,8% contro l’8,1% dell’anno prima. Alcuni giorni fa l’Istat ha fornito i dati di luglio: 10,7% con quella giovanile al 35,3%. Questa crisi purtroppo sta colpendo anche il nostro territorio e la nostra zona artigianale. Infatti dopo la D F sembra che anche la SIALP stia attraversando un periodo di difficoltà.  Abbiamo notato che la fabbrica non ha riaperto dopo il periodo di ferie e per le 53 persone che vi lavorano non si hanno certezze sul futuro. Ora siamo preoccupati per questi operai/e  e per i proprietari che hanno investito a Porto Recanati e dato lavoro ad un numero importante di famiglie e per questo vogliamo chiedere alle istituzioni quali sono i progetti e cosa intendono fare per aiutare questa e le altre aziende in difficoltà. Una richiesta di aiuto deve arrivare dagli Istituti Bancari che hanno preso i soldi dalla BCE all’1% e che dovevano rigirare per il credito alle piccole e medie aziende. Che fine hanno fatto questi soldi? E’ ora di tirarli fuori. All’amministrazione comunale chiederemo attraverso un’interrogazione quali aiuti potrà fornire a chi è in difficoltà. Ci chiediamo se la Regione  e la Provincia sono state informate della situazione locale e quali sono state le eventuali risposte. Ci domandiamo se non sia il caso di prevedere agevolazioni fiscali locali per chi viene ad investire nel nostro territorio e nella nostra ZONA ARTIGIANALE , magari che possano anche arrivare da vari enti sovra comunali. Stessa situazione di difficoltà la notiamo con la chiusura di vari negozi: anche qui poniamo le stesse domande.  Proponiamo un incontro tra l’amministrazione e i proprietari degli immobili che ospitano attività commerciali per raggiungere un accordo sugli affitti e su una eventuale loro riduzione, anche solo per un periodo breve. L’interesse comune è che il nostro paese resti un centro commerciale di qualità, cosa messa fortemente alla prova dall’attuale crisi e i costi che bisogna affrontare mensilmente. La nostra intenzione è quella di proporre  un tavolo di discussione tra i vari soggetti (imprenditori, commercianti, professionisti, amministratori locali e sovra comunali e banche)per raggiungere e trovare possibili soluzioni. Non aspetteremo ancora con le mani in mano per molto,ci faremo sentire e vedere per dare voce ai veri problemi che la gente chiede che vengano risolti.

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