A rendere non ospitabile il centro storico non sono solo i parcheggi a pagamento con tariffe impossibili, il varco elettronico e la ztl nelle giornate di festa, ma anche una certa insistente, e a volte molesta, attività di elemosina da parte di ragazzi di colore. A farne le spese questa volta è stata un’insegnante dell’Istituto Tecnico Mattei di Recanati che ha giurato di non mettere più piede in centro dopo quello che le è accaduto in Corso Persiani. E’ stata costretta, infatti, a chiedere aiuto ai passanti per denunciare il comportamento di un giovane extracomunitario che non si è limitato ad allungare il cappellino per chiedere del denaro ma addirittura ha provato ad infilare direttamente la mano dentro il suo borsellino cercando di servirsi da sé, senza tanti complimenti. E’ successo quando l’insegnante aveva parcheggiato la sua auto nell’area di sosta delimitata dalle strisce blu e si era avvicinata al parcometro per acquistare il ticket. La donna, colta di sorpresa, con un gesto istintivo ha fatto dei passi indietro, come a sottrarsi dalla sua presenza, e ha cominciato a chiedere aiuto. In suo soccorso sono giunti un’altra donna e un commerciante che ha chiamato i carabinieri. Solo che per quando sono giunti i militari il questuante molesto si era già allontanato dal posto. A suo tempo, e parliamo del luglio scorso, nei confronti dell’accattonaggio molesto si era mosso persino il consigliere, nonché presidente del Consiglio, dell’Udc Massimiliano Grufi che aveva presentato una specifica mozione con la quale s’invitava il Sindaco e la Giunta a eliminare o, almeno, limitare il fenomeno. Si ricorda che nell’aprile 2011 già il sindaco Fiordomo emise una specifica ordinanza ma, nonostante ciò, scrive Grufi, “in città il fenomeno è ancora presente nei giorni di mercato o di grande affluenza di pubblico”. Un fenomeno, continua Grufi, che si ripete puntualmente anche all’ingresso dei supermercati cittadini o davanti alle chiese, al momento dell’entrata o dell’uscita dalle funzioni religiose. Grufi punta il dito anche sul fatto che “sono sempre gli stessi i questuanti presenti e, ad un occhio critico seppur non informato, l’impressione è che per ognuno di loro ci sia un territorio di appartenenza ben distinto. Forse che dietro il fenomeno dell’accattonaggio si nasconde un’organizzazione ben precisa che sfrutta minori, disabili, anziani e immigrati per lucrare in maniera disonesta?” Solo che la mozione, per ragioni inspiegabili, non è mai approdata in Consiglio. Una dimenticanza a cui, promette Grufi, sarà subito posto rimedio e l’approvazione della mozione approderà in Consiglio nella prossima seduta prevista nel mese di maggio.
;