Recanati. I lavori a palazzo comunale portano alla luce tracce del passato

Vanno avanti speditamente i lavori (appalto vinto dalla Sardellini Costruzioni di Macerata) per la messa a norma del palazzo comunale a Recanati e il sindaco Fiordomo da appuntamento a tutti per il 29 giugno quando, in occasione delle celebrazioni leopardiane, si apriranno di nuovo le porte, se non di tutte, almeno di parte delle stanze, in primis l’Aula Magna inaugurata da Carducci nel 1898 in occasione della celebrazione del 1° centenario della nascita del poeta recanatese. I soldi certamente non mancano perché al già cospicuo risarcimento di circa 3 milioni di euro, ottenuto grazie alla polizza assicurativa sottoscritta alcuni anni fa (a dire il vero la metà destinati ad altre opere che, con il terremoto, non hanno nulla a che fare), se ne sono aggiunti altri 15,9 stanziati dal Governo nel secondo piano delle Opere Pubbliche di ricostruzione post sisma. Il sindaco Fiordomo è spesso presente sul cantiere per monitorare i lavori e controllare che sia rispettato il cronoprogramma degli stessi. “I lavori di consolidamento e restauro del Palazzo Comunale portano alla luce firme e ricordi storici” ha scritto nei giorni scorsi sul suo profilo facebook postando due foto, una del soffitto dell'Aula Magna e l’altra di una parete dell’ufficio accanto, generalmente utilizzato dal Sindaco stesso. Nella prima, in una calligrafia un po’ stentata forse anche per la posizione scomoda, dietro un capitello, compare la firma di “Cingolani Rodolfo 1937” mentre nell’altra si legge la data del 25 marzo 1934, la firma “Menghini” e  un’incisione che celebra il Regime di allora. “Pezzi di storia, commenta Fiordomo, tornati alla luce che verranno conservati”.

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