Recanati…la nostra città!

Si è svolto nel pomeriggio, presso la Sala Consiliare del Comune, l’incontro tra le associazioni culturali recanatesi e l’Amministrazione comunale, con Ivan Antognozzi, esperto di progettazione e responsabile della formalizzazione alla candidatura di Recanati Capitale Italiana della Cultura 2018. Per il 29 giugno, data di scadenza del bando, si dovrà presentare la documentazione da sottoporre al vaglio di una commissione giudicatrice ancora sconosciuta, che stabilirà se Recanati supererà la prova. In palio ci sono 1 milione di euro con i quali non si cambia la città, come ha detto il Sindaco Fiordomo, ma sarà un vanto e una premialità simbolica. Antognozzi, già responsabile della candidatura di Urbino, non andata a buon fine, assicura che il bando questa volta ha un percorso diverso rispetto al precedente. Recanati è l’unica città delle Marche, a differenza di Urbino candidata insieme ad altre città, ed è sostenuta formalmente dalla Regione. Il titolo, Recanati…la nostra città! è l’invito rivolto a chiunque di sentirsi recanatese. L’ispirazione arriva da una frase di Mario Martone, dove parla della città come “uno dei luoghi in cui davvero si riesce ancora a cogliere lo spirito più autentico e più prezioso del nostro paese”. Gli obiettivi sono il miglioramento dell’offerta culturale attraverso la cultura come elemento contaminante, la partecipazione collettiva e il potenziamento della tecnologia soprattutto per il turista. Il bando richiede la rielaborazione del patrimonio storico (Leopardi e Gigli), per il futuro della città, la formazione di un modello di sviluppo policentrico e sostenibile e una concentrazione di eventi culturali; ecco la motivazione per cui sono state chiamate le associazioni che, tutte d’accordo, sosterranno la candidatura e collaboreranno con l’amministrazione. Convinti della possibile vittoria l’assessore Rita Soccio e il Sindaco Francesco Fiordomo il quale ha dichiarato: “nella cultura, nell’educazione, nella scuola c’è il futuro della città; Recanati è già inserita in una rete culturale a livello internazionale e diventare capitale europea può produrre reddito ed economia.”

Nicla Cingolani

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