Recanati. Ci son voluti sei anni per liquidare la parcella all’avvocato Riccardo Leonardi, per aver difeso l’ex sindaco Corvatta dal procedimento penale, avviato in seguito alla denuncia dell’allora direttore generale dell’Asur 8, Marita Rita Materassi, per l’ordinanza che il primo cittadino, emise nell’estate 2006 per bloccare la chiusura del dipartimento materno infantile di Recanati per essere trasferito nell’ospedale di Civitanova Marche. Il procedimento penale venne archiviato in fase di istruttoria, dal Tribunale di Macerata il 7 giugno del 2007, ma da allora le spese legali ammontanti a 3.741 euro non vennero mai pagate al legale. Come si ricorderà nell’estate di 7 anni fa contro il provvedimento dell’Asur si mobilitarono l’intera popolazione e tutte le forze politiche che unite manifestarono più volte davanti i cancelli dell’ospedale, chiedendo al sindaco Corvatta di intervenire contro quello che ritenevano un grave danno a tutta la comunità del territorio. Pur sapendo del rischio che sarebbe andato incontro, il primo cittadino emise una ordinanza per stoppare il provvedimento scongiurando il trasferimento per il periodo estivo del personale del dipartimento materno infantile. A distanza di sei anni purtroppo il provvedimento si è ripetuto e questa volta con successo, tant’è che nella primavera del 2012, il Dipartimento materno infantile venne smantellato definitivamente, lasciando all’interno del S. Lucia le sole attività ambulatoriali. Come si ricorderà anche il sindaco Fiordomo alla fine del 2010, emise un’ordinanza per fermare un provvedimento della direzione sanitaria dell’Area Vasta 3 che stabiliva che dal primo gennaio del 2011 “l’U.O.C di Radiologia avesse la pronta disponibilità medica concentrata presso la sede di Civitanova Marche dove refertare in tempo reale per via telematica gli esami di radiologia convenzionale e TC senza contrasto, effettuati presso la sede di Recanati dal Tecnico di Radiologia. La TC con contrasto sarebbe stata effettuata presso la sede di Civitanova Marche”. Il sindaco Fiordomo si oppose con successo a questo provvedimento per “garantire, scrisse nella sua ordinanza, la continuità e la funzionalità del servizio radiologia e degli altri servizi collegati presenti nel Presidio Ospedaliero di Recanati, onde evitare il rischio di un grave danno alla salute umana”.