Recanati. Non molla Giancarlo Manzotti, proprietario di due ettari e mezzo di terreno, vicino all’Aviosuperficie di Squartabue per i quali è costretto a pagare un’Imu salatissima. Dopo la decisione del Consiglio Comunale, nel febbraio scorso, di retrocedere quell’area da zona sportiva ad agricola, è ricorso al Tar perché i giudici lo liberino da questa condanna fiscale che, considerate le aliquote massime applicate dall’Amministrazione Comunale ai terreni edificabili, è pari a 7.000 euro. Manzotti, d’altra parte, non ha mai posto un solo mattone su quel terreno pur se il piano regolatore, approvato nel lontano 1997 (Amministrazione Ottaviani), gli consentiva di realizzare impianti sportivi e di spettacolo: la variante è rimasta lettera morta e il terreno ha continuato ad essere coltivato per tutto questo tempo. Poco male, sino a che non si è abbattuta pesantemente la scura dell’Imu per un importo di gran lunga superiore a ciò che ricava, lui dice, dalla sua attività agricola. Manzotti dovrà attendere, però, che il Tar si pronunci nel merito del ricorso non sussistendo i caratteri di urgenza per richiedere la sospensione del provvedimento, adottato dal Consiglio nel febbraio scorso, dato che la variante è vecchia ormai di circa 15 anni. La giunta Fiordomo ha affidato l’assistenza legale contro il ricorso al Tar all’avvocato Galileo Omero Manzi del foro di Macerata, per una spesa di 4.500 euro. Stessa cifra che ha deliberato per un altro incarico, sempre allo stesso legale, per opporsi alla richiesta di annullamento, avanzata dai fratelli Luca e Cristiano Silvi, dell’atto di consiglio comunale con il quale viene adottata in via definitiva la variante al Prg con la quale si modifica la destinazione urbanistica di alcuni terreni da agricoli in industriali o, in altri casi, in residenziale. Sono le aree di proprietà della Camorfin e della Raimbowland.