Senza vergogna e senza pudore, il Presidente della regione corre in aiuto del nostro “re nudo”, colui che ha rischiato le sue personalissime “Idi di aprile” (e cioè di essere pugnalato alle spalle dai suoi fedelissimi). Dopo che la maggioranza ha fatto mancare il numero legale in consiglio comunale, quando si trattava di votare il progetto della nuova scuola Gigli, per richiamare all’ordine i neo dissidenti è accorso Ceriscioli stesso, a placare gli animi e fare promesse. E i nostri novelli rivoluzionari saranno tornati sui loro passi? Niente di più facile che pace sarà fatta, visto che se un meccanismo si inceppa è sufficiente ungere nei posti giusti e tutto fila di nuovo liscio. E il nostro Governatore dove corre districandosi tra mille impegni? Dai terremotati? Dagli operai in sciopero? Nelle sale d’attesa degli ospedali? A verificare perchè i cavalcavia crollano? Certo che no, è corso a Recanati paventando la possibilità di “entrare nelle opere della ricostruzione che lui segue direttamente”. Se non lui, chi? Ma allora vuoi vedere che lui – se vuole – può? Ricostruirà le scuole crollate dell’entroterra? Darà le casette agli sfollati delle zone montane? Manterrà i pronto soccorso negli ospedali? Accorcerà le liste di attesa dei Cup? Certo che potrebbe, ma non lo farà: preferisce promettere soldi per una ricostruzione (non dovuta al terremoto) a chi lo ha supportato in campagna elettorale. Avrebbe potuto anche ricevere la delegazione del comitato pro ospedale di Recanati e invece no, non si è nemmeno degnato di ricevere i rappresentanti arrivati in Regione. E però, facendo tappa a Recanati per consolare il suo lacrimoso pupillo, ha ben pensato di andare all’ex ospedale – quello che lui ha reso ex- ma non certo pubblicizzando il suo arrivo, ed è un vero peccato perché sicuramente i cittadini del comitato lo avrebbero accolto con immenso entusiasmo. E non solo loro. E così, entrando in punta di piedi per non dare troppo nell’occhio, ha avuto la faccia tosta di parlare di “investimenti tecnologici” per una struttura ospedaliera che altro non è che un poliambulatorio. Ma di facce di bronzo ce ne erano altre, quella delle delegata Mariani e quella del Sindaco che da anni rimangono a guardare e chiedono di mantenere gli impegni presi. Se gli impegni sono quelli di mandarci a pagare le strutture private in alternativa a morire nelle sale d’aspetto degli ospedali intasati… tranquilli, sono e saranno rispettati.
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