Smontato a pezzi l’ospedale. Che tristezza!

Un clima di mestizia ha contagiato, ieri mattina, tutto il personale dell’ospedale S.Lucia, di fronte alle operazioni di trasloco del Dipartimento materno infantile. Un aspetto glorioso e secolare della struttura sanitaria è stato smontato pezzo per pezzo sotto gli occhi di utenti e personale ospedaliero increduli che si potesse porre fine ad una esperienza così importante non solo per la città ma per tutto il territorio. La ditta traslochi ha caricato su di un camion lettini, culle, attrezzi e macchinari vari lasciando dietro di sé una desolazione indescrivibile. Solo la vasca per il parto in acqua è rimasto, per ora, al suo posto all’interno del reparto. Questa mattina i vertici della sanità locale e regionale, che probabilmente interverranno alla conferenza stampa indetta dal sindaco Fiordomo, tenteranno di addolcire la pillola amara illustrando il futuro del Santa Lucia. Ma servizi alternativi già avviati da presentare, per ora, non ci sono. In medicina la lungodegenza non è partita: sono solo due i letti, dedicati a questo servizio. Altri 36 sono a disposizione della medicina generale e 3 per il day hospital. La radiologia va avanti ancora grazie alla buona volontà dei due medici in servizio che coprono da soli le dodici ore diurne e la reperibilità notturna. Solo la chirurgia sta operando, fortunatamente, a pieno ritmo, mattina e pomeriggio. Le sale operatorie di mattina sono utilizzate per il ciclo breve, cioè per interventi programmati e di modesta complessità. Nel pomeriggio sono occupate alternativamente dalla terapia antalgica del dotto Marzola, ogni quindici giorni da sedute di chirurgia dermatologica del dotto Simonacci, il mercoledì pomeriggio dal chirurgo Catalini che, una volta a settimana, viene da Camerino per dare una mano ai colleghi recanatesi. Tutti i giovedì pomeriggio opera l’ortopedico e ogni 15 giorni il lunedì pomeriggio viene da Civitanova l’urologo.

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