Specchi, lampadari, lampioni, seggiole, carrozze …. il lungo elenco degli oggetti smarriti a Palazzo

Non si comprende come mai il Comune nel mese di agosto rimanga chiuso nelle giornate di sabato e tutti i giovedì pomeriggio. Eppure il Palazzo, manufatto pregevole della seconda metà dell’ottocento, con la sua Aula Magna inaugurata dal Carducci in occasione del primo centenario della nascita del Poeta, è meta di un turismo colto, attento alle bellezze e alle opere della città. Purtroppo con il tempo ha risentito di una certa incuria e di un inspiegabile abbandono accompagnati dalla rimozione, o meglio sparizione, di beni che ornavano le sue stanze. Mentre di alcuni si ignora dove siano finiti, di altri di un certo valore si sa con certezza che sono stati trafugati da mani rimaste ignote: episodi che hanno spinto le amministrazioni del passato a ricorrere ai ripari con l’installazione di sistemi di allarme e videosorveglianza.

A prendere il volo, ad esempio, negli anni '90 sono state sei delle dodici poltrone del '500 poste nella sala degli Stemmi: come possa essere accaduto, visto anche la loro mole, rimane ad oggi un mistero. Poco dopo la stessa sorte è toccata ai preziosi specchi, sempre risalenti a quell’epoca, posti nella sala antistante l’Aula Magna che un tempo era chiamata proprio “sala degli specchi”. Ad uno ad uno sono spariti tutti meno che le due grandi specchiere, forse perché più difficili da trasportare. Un tempo in questa stanza erano posti anche i cento stemmi delle città che avevano partecipato in qualche modo alla realizzazione del palazzo Municipale. Vennero poi trasportati nel più ampio salone antistante la sala consiliare, che prese il nome appunto di “Sala degli Stemmi”, ma non tutti (solo la metà), trovarono lì posto. Degli altri non si sa più nulla. Dove sono  finiti?

Al centro di questa sala, inoltre, scendeva dal soffitto un grande lampadario in ferro battuto, manufatto della seconda metà dell’ottocento. Venne sostituito da un più moderno globo luminoso che poi fu installato all’ingresso del Teatro Persiani quando venne riaperto al pubblico nei primi anni 2000, dopo più di vent’anni di chiusura. Il vecchio lampadario non venne, però, più rimesso al suo posto. Che fine ha fatto? Oggi ad illuminare la sala degli stemmi ci sono quattro moderni faretti mentre al centro pende un’asta di ferro vuota. Ugualmente dove si trova il vecchio lampadario che era all’ingresso del teatro, sostituito dal quello più moderno?

Nell’Aula Magna per moltissimo tempo, sopra il pianoforte che fu di Gigli, era stata posta una miniatura in legno della tomba piramidale del tenore, opera di un artigiano di Sambucheto. Non c’è più da molti anni.

Se si esce all’esterno del palazzo i recanatesi di una certa età ricordano bene i quattro lampioni, posti ai lati della piazza. Rimossi, come anche i cancelli in ferro che si trovavano sotto il loggiato di destra e i due lampioni posti sotto l’arcata centrale del palazzo, sotto il terrazzo. E la carrozza che serviva ad accompagnare i funerali?

L’elenco è lungo quanto impressionante. Qualcuno si prenderà mai la briga di fare delle ricerche per sapere dove siano andati a finire questi oggetti?

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