STRUMENTALIZZATA DAI POLITICI LOCALI LA VISITA PRIVATA DI NAPOLITANO

Il 25 aprile il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo gli impegni ufficiali a Pesaro, si è recato in visita privata a Recanati, a seguito di invito della Contessa  Olimpia Leopardi.

Com’è ovvio, quando si muove il Presidente della Repubblica è difficile che riesca a passare inosservato: l’affetto o anche la semplice curiosità dei cittadini lo seguono ovunque.

Quello che però ha lasciato perplessi i più, e che a distanza di giorni ancora fa riflettere e discutere, è perché si sia permesso che una visita privata del “cittadino” sig. Giorgio Napolitano   alle carte leopardiane, non alla città di Recanati, sia diventata una patetica vetrina dei politicanti locali.

Giorgio Napolitano si è recato a Recanati per trascorrere un’ora  della sua meritata privacy nella biblioteca del Poeta. E’ arrivato ovviamente accompagnato dalla scorta ed erano stati fatti sopralluoghi per la sua sicurezza personale. Trattandosi di visita strettamente privata è stato inopportuno l’assalto al Presidente da parte del Sindachino, dell’assessore regionale, del presidente della provincia e di tutta quella pletora di uomini e donne di partito che ruota intorno all’amministrazione comunale.  Tutti si sono stretti attorno al Presidente al solo fine di apparire pochi secondi nei telegiornali nazionali e per scattarsi l’un l’altro una foto col cellulare da postare su facebook.

La sobrietà che contraddistingue il Presidente Napolitano è scemata in un attimo, di fronte a tanta pacchianeria. L’imbarazzo dell’uomo Giorgio Napolitano era palese, mentre il Sindachino sorrideva a 64 denti, cercando di farsi largo per rientrare nell’inquadratura della telecamera. La poesia della vita di provincia è stata spazzata via dalla maleducazione e dal desiderio di fama di chi questa provincia, evidentemente, non la sa apprezzare. Basti vedere come amministra il suo territorio per averne, se servisse, un’ulteriore prova. Tartassa i cittadini con l’IMU più elevata d’Italia e cede pezzi fondamendati dell’ospedale recanatese ai compagni di partito civitanovesi.

C’è stato uno sfruttamento del Presidente della Repubblica al pari di un qualunque tronista o naufrago, solo per scattare una foto da stampare in gigantografia e mostrare agli amici: che vergogna!  Che dire poi dell’utilizzo manipolatorio e strumentale  dei bambini delle scuole? Roba da regime totalitario.

Le buone maniere avrebbero imposto un incontro in forma privata, magari proprio nella biblioteca di Casa Leopardi, tra il Presidente della Repubblica e le Istituzioni Locali, lontani dai riflettori e dalle telecamere. Ma se così fosse stato, non avremmo avuto a livello nazionale la prova provata, che oggi solo la televisione può dare, dell’esistenza della penosità di certi politici  anche locali.

Da cittadini recanatesi ci sentiamo in dovere di chiedere scusa al Presidente, ed ancor più al cittadino Giorgio Napolitano ed alla signora Clio, per la mancanza di educazione, tatto e savoir faire degli amministratori recanatesi, ma purtroppo questi abbiamo!

Recanati cambia? Per ora sono cambiati i costumi: in peggio.

Liste civiche Famiglia Identità Territorio e Lega per le Marche

 

 

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