produceva jeans con due lavoratori in nero.

Sette aziende sospese e venti lavoratori in nero. Questo è quanto emerso dalla ispezione di otto aziende (di cui 2 italiane, 1 pakistana e 5 cinesi), del settore manifatturiero (tessile, pelli e calzature) e per sette di queste sono scattati  altrettanti provvedimenti di sospensione per l’elevata concentrazione di lavoro nero.
A Recanati è stato sospeso il titolare di un laboratorio di confezioni abbigliamento, a titolarità cinese, occupato nella produzione di jeans, nel quale sono stati trovati intenti al lavoro 2 lavoratori tutti e due non in regola in quanto totalmente “in nero”. A Porto Recanati la situazione meno grave, in un suolificio a titolarità pachistana, su 11 lavoratori intenti al lavoro soltanto uno è stato trovato “in nero”. Ispezioni anche a  Montelupone, Monte San Giusto, Treia. Complessivamente sono stati trovati intenti al lavoro 20 lavoratori completamente in nero su 49 occupati dalle aziende ispezionate, per una percentuale di sommerso pari al 40,82%. Sono 7 le aziende che sono state sospese di queste in 4 hanno provveduto alla integrale regolarizzazione delle posizioni lavorative irregolari procedendo alla richiesta di revoca del provvedimento di sospensione con pagamento di 6.000 euro per sanzioni. Ulteriori sanzioni amministrative saranno irrogate nelle prossime settimane, con particolare riguardo alla maxisanzione contro il lavoro sommerso che prevede il pagamento della somma di 3000 euro per ciascun lavoratore “in nero” che non sia stato regolarizzato e di 1500 euro per ciascun lavoratore “in nero” regolarizzato.

Lascia un commento