Studente accusa. Il professore non è vero niente

«Il prof mi ha insultato, poi mi ha colpito con una testata». E’ il racconto di uno studente di 17 anni dell’Iris di Recanati: una vi­cenda che è ben presto uscita dall’aula ed è arrivata sul tavolo dei carabinieri, ai quali si sono ri­volti i genitori del ragazzo per sporgere querela. I fatti risalgono al 24 marzo: durante la penultima ora di lezione, l’alunno, residente a Porto Recanati, sarebbe stato chiamato alla lavagna dall’inse­gnante (che lavora all’istituto tec­nico con un contratto a progetto). Il fattaccio sarebbe avvenuto nel momento in cui lo studente ha ri­pulito la lavagna con una mano in­vece che con la cancellina. «Il pro­fessore mi ha insultato, dandomi del deficiente», ha raccontato il di­ciassettenne, che poi avrebbe rea­gito semplicemente chiedendo spiegazioni e ricevendo in cam­bio, invece, una testata al volto. H ragazzo, tornato a casa ancora do­lorante, ha riferito tutto alla ma­dre, che lo accompagnato all’ospe­dale di Loreto, dove i sanitari lo hanno giudicato guaribile in due giorni. Dopodiché la famiglia si è affidata all’avvocato Vanni Vec-chioli e ha deciso di denunciare il docente per ingiuria e lesioni per­sonali. Dell’accaduto è stato infor­mato anche il dirigente scolastico Girio Marabini, che ha ascoltato la versione del professore e dello studente. Ma anche quelle fornite dagli altri alunni, visto che tutto è successo di fronte alla classe. «Pri­ma di ogni altra cosa—dice il pre­side — va detto che i fatti devono ancora essere chiaramente accerta­ti. La scuola ha agito sulla base delle sue competenze e dei suoi doveri. Tenendo conto, cioè, dell’attenzione che dobbiamo ave­re nei confronti dei ragazzi, ma al­lo stesso tempo salvaguardando l’onorabilità delle persone che la­vorano all’interno dell’istituto. Dunque, se da un lato toccherà a chi sta indagando capire come so­no andate effettivamente le cose, dall’altro anche noi stiamo cercan­do di verificare ciò che è successo. Non abbiamo intenzione di na­scondere niente, non l’ho mai fat­to in tanti anni di attività e non lo farò nemmeno in questa occasio­ne. Ma prima di tutto—la conclu­sione — va fatta chiarezza».
La risposta del professore tramite il suo legale Marco Cingolani

Ma quale lite e quali insulti !!!

Queste sono le prime parole riferite all’Avv.to Marco Cingolani dal Professore che è stato protagonista, suo malgrado, della vicenda avvenuta all’ITIS di Recanati.

E’ necessario precisare che la data esatta degli eventi è quella di Venerdì 23 Marzo 2012 alle ore 12,00 circa nell’aula della classe 2F dove il professore era stato mandato per una sostituzione.

Il professore appena arrivato nella classe in parola che non conosceva si trova di fronte ad una grande confusione e cercando di riportare la calma tra gli alunni annuncia di voler fare alcune interrogazioni.

Dal registro di classe balza agli occhi del professore la nota comportamentale ed il brutto voto attribuiti al ragazzo in questione dal docente dell’ora precedente.

Decide pertanto di chiamare per primo alla lavagna il ragazzo in questione vuoi per calmare i suoi spiriti vuoi anche per aiutarlo a riparare la sua complessa situazione didattico-disciplinare.

Il giovane in parola già nel breve percorso dal banco alla lavagna si atteggia con molta strafottenza ed ai richiami verbali del professore, risponde rivolgendosi ai compagni con epiteti e parole poco piacevoli verso il docente presente ed i professori in generale.

Il ragazzo in questione poco dopo aver cominciato a fare svogliatamente gli esercizi alla lavagna si ferma e si allontana da questa per avvicinarsi ai banchi dei compagni.

Il professore in quel momento si alza dalla poltrona e si avvicina al ragazzo invitandolo verbalmente ma fermamente a ritornare alla lavagna e nella concitazione del momento incespica con i suoi piedi in quelli del ragazzo stesso.

In conseguenza pertanto dello sbilanciamento si verifica un piccolo ed involontario contatto corporale tra i due.

In buona sostanza solo nei termini suddetti c’e stato un contatto tra il professore e il ragazzo.

Il Professore inoltre non ha minimamente rivolto parole ingiuriose nei confronti del ragazzo, ma anzi ha cercato di aiutarlo viste le sue mancanze.

Alla luce della piega presa dalla vicenda il professore in questione ha conferito il mandato all’Avvocato Cingolani perché questi dia corso a quelle iniziative volte a rafforzare l’evidenziata verità dei fatti ed a tutelare la sua lesa onorabilità e professionalità dalle infondate accuse.

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