Nell’immaginario collettivo quel colle, dove “tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m'è dolce in questo mare”, come scriveva un giovane Giacomo Leopardi, è sinonimo, oltre che di poesia, anche di una pace sublime. Eppure in queste ore sul Monte Tabor si sente il fastidioso rumore della polemica nata fra l’Amministrazione Comunale e il Fai, il Fondo Ambiente Italiano che già ha censito da tempo il Colle dell'Infinito tra i "Luoghi del cuore".
A contestare la scelta dell’Amministrazione Comunale di chiamare un nome altisonante, come quello del pluri premio Oscar Dante Ferretti, per la realizzazione del progetto di riqualificazione di quel luogo è il vice presidente esecutivo del Fai, Marco Magnifico, che boccia decisamente l’idea definendola “un errore culturale spaventoso.”
Per lui è un po’ come i cosiddetti “cavoli a merenda” perché “quel luogo grida semplicità” dice e non ci vuole certo uno scenografo per riportarlo alle sua vera identità ma qualcuno che se ne intenda di progettazione paesaggistica come Paolo Pejrone a cui la Fondazione si era già rivolta. In effetti, fa presente Magnifico, circa sei mesi fa c’erano già stati contatti proficui con il sindaco Fiordomo e l’assessore alla cultura Rita Soccio, insieme al presidente del Centro Nazionale Studi Leopardiani, quello del Centro Mondiale della Poesia e alla famiglia Leopardi, e già sul tavolo era pronta una bozza di convenzione per definire il rapporto di collaborazione.
Poi, come un fulmine a ciel sereno, il Fai apprende dalla stampa il contatto con Dante Ferretti e solo dopo arriva una telefonata dall’assessore Soccio che tenta di rimediare e di ricucire i rapporti.
Per Magnifico non è un problema di chi fa cosa ma di progetto che si vuol realizzare. Non si tratta, dice, di una scenografia per un set cinematografico che dura al massimo sei mesi ma di ricostruire il “luogo del cuore” della poetica leopardiana: niente di sontuoso perché parliamo dell’orto dell’ex convento delle monache, quindi uno spazio verde dove cresceva il rosmarino insieme ai carciofi, qualche margherita o rosa insieme ai finocchi e all’insalata.
Per il Fai si tratta quindi di un intervento per il quale avevano preventivato una spesa di circa 200 mila euro e la loro preoccupazione è che di fronte alla pioggia di soldi caduta sulla città (2 milioni concessi dal ministro Franceschini e quasi 6 da Galletti) ci possa essere lo stravolgimento di quel luogo.
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