Tra i due candidati alla segreteria del PD mette lo zampino il sindaco di Recanati

Va giù dritto al cuore del problema Francesco Fiordomo, sindaco del Comune di Recanati ma anche autorevole esponente del PD non sempre in linea, però, con la strategia politica del suo partito. Rivendica forte il ruolo dei primi cittadini del territorio nel definire quella che lui chiama “la politica con la P maiuscola” che significa, lui dice, “occuparsi per il 95% dei problemi della comunità (penso soprattutto al lavoro, alla sanità e ai servizi), e dedicare il 5% alle strategie per scegliere chi si candida. Mi pare, invece, che si proceda al contrario".

L’oggetto del contendere è la scelta del nuovo segretario provinciale (la sfida è tra Francesco Vitali e Osvaldo Messi) durante l’imminente ormai congresso provinciale del PD.

Per lui è un déjà vu, schemi vecchi del passato dove prima si scelgono gli uomini e poi i programmi “in una logica di autoreferenzialità che non porta da nessuna parte. Un grave errore politico”.

Non è solo in questa battaglia perché insieme a lui altri 11 sindaci del territorio, con la tessera in tasca del PD, hanno sottoscritto un documento in cui, appunto, si rivendica il diritto, proprio perché rivestono una carica particolare che permette loro di avere una situazione più approfondita delle problematiche del territorio, di avere un ruolo e non di “essere trattati alla stregua di scolaretti che hanno fatto un buon compitino.”

Fiordomo invita il partito ad avere più coraggio nella scelta della sua strategia futura e in un cambiamento importante, altrimenti si rischia, avverti i suoi compagni, “di non avere più nostri rappresentanti a Roma”.

Perché allora non fare le primarie anche per scegliere i futuri candidati alle elezioni politiche?

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