Il consigliere regionale Elena Leonardi, di Fratelli d'Italia – A.N., ha presentato oggi una mozione avente ad oggetto la "presa di posizione della Regione di fronte alla introduzione della ideologia gender nelle scuole" raccogliendo le legittime preoccupazioni di molti genitori che nelle Marche come un pò in tutta Italia chiedono un coinvolgimento diretto nelle scelte educative dei propri figli, con una particolare attenzione alla sfera dell'affettività, ed il rispetto del ruolo della famiglia.
Per la Leonardi riconoscere le diversità fra uomini e donne non significa discriminare, il vero principio dell'eguaglianza non nega l'esistenza delle differenze, non le azzera ma le accoglie e le valorizza in quanto portatrici di ricchezza e complementarietà.
Non solo: la Leonardi punta il dito anche sul protocollo firmato dalla Regione Marche col Comune di Torino nel quale si stabilisce che i dirigenti degli Istituti scolastici di ogni ordine e grado dovranno partecipare ad un programma di formazione sull'identità di genere. Quello che sconcerta è il fatto che tali corsi saranno pagati anche col contributo della Regione Marche. Fondi che vengono impegnati a discapito di vere emergenze che stanno piegando il tessuto sociale marchigiano.
La rappresentante di Fratelli d'Italia – AN invita pertanto, con la mozione, ad intervenire, così come altre regioni hanno fatto, affinché non venga distorto il concetto di famiglia nell'educazione che viene impartita nelle scuole, e a rispettare il ruolo prioritario della famglia nell'educazione all'affettività senza ingerenze e distorsioni da parte di soggetti terzi. La Leonardi inoltre chiede di non stanziare più fondi destinati alla formazione dei pubblici dipendenti sull'ideologia gender, ma di canalizzare queste risorse per azioni concrete volte al superamento di ogni forma di discriminazione e per finalità veramente sociali a vantaggio dei reali problemi dei marchigiani.
;