Ogni tanto provano a metterci una pezza per limitare i danni provocati dall’invasione sempre più massiccia e preoccupante dei piccioni nel centro storico. E’ di questi giorni, infatti, l’intervento di una ditta specializzata in opere di ristrutturazione edilizia a salvare quello che resta della monumentale chiesa di S.Agostino, deturpata dal guano dei piccioni torraioli che hanno trovato il loro habitat naturale nelle numerose nicchie presenti sulla sua facciata. L’intervento consiste nella chiusura, con delle retine metalliche, di tutti i pertugi in modo da evitare la nidificazione dei volatili e la presenza sulla sede stradale di abbondante escremento che, oltre a costituire un problema sanitario, è anche fonte di pericolo di cadute per chi si trova a camminare radente il muro della chiesa a causa della carreggiata stretta e dell’intenso traffico.
L’accorgimento adottato era stato già da tempo annunciato dal sindaco Fiordomo, che aveva contattato diversi esperti del settore, che, però, nutriva forti dubbi sulla sua fattibilità “per la presenza di specifici vincoli architettonici.” Vincoli che, invece, sembra siano stati superati se proprio in questi giorni si sta mettendo in pratica questo tipo di accorgimento già adottato, peraltro, dal sindaco di Sarnano. Oltre alle finestrelle metalliche, saranno posti i classici spuntoni nei punti più critici, come sopra la testa della statua di S.Agostino, completamente sfigurata dalle cacche dei volatili, che si erge nell’arcata sopra il portale di ingresso della chiesa, e saranno ripuliti tutti i finestroni esterni dove si è raccolta, col tempo, una vera montagna di guano. Soddisfatto anche Pietro Bitocchi che aveva raccolto in poco tempo 1013 firme fra i residenti del centro e dei genitori che accompagnano ogni mattina i loro figli alla scuola elementare di S.Agostino e di San Vito. “Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, ha affermato Bitocchi, e dare atto all’Amministrazione di essersi mossa con un provvedimento che, seppur parziale, perché non risolve alla radice il problema, serve a ridurre, per ora, l’inquinamento provocato dai volatili. Ora, però, bisogna pensare a sistemi più incisivi per ridurre la popolazione attraverso la somministrazione di mangimi anticoncezionali. E’ l’unico metodo efficace, adottato da altri sindaci, che nel lungo periodo sta dando risultati più che ottimi.” A storcere la bocca sono, però, i residenti del centro che vedono questa operazione di chiusura delle finestrelle un palliativo che, oltre a non risolvere il problema, rischia di ritorcersi contro di loro perché avrà come risultato inverso quello di spostare verso il tetto delle abitazioni private i piccioni sloggiati dalla chiesa.