A rappresentare la donna dell’otto marzo 2012 è una mimosa che fa capolino timidamente dalla neve appena sciolta. Una mimosa che ha sopportato i rigori di un inverno difficile, che si sta nutrendo del colore di un sole ancora pallido, ma che, puntuale, arriva a far rinascere la vita.
Il fiore-simbolo della donna non si impone per la varietà dei colori, o per la ricchezza di una corolla articolata e artisticamente ricca.
La mimosa è bella per la semplicità di quei suoi piumini gialli, solo gialli, che si fanno largo a grappoli, tra il verde di foglie leggere, esplodendo in morbidezza e perfezione di forma.
Un occhio attento ed educato al vedere, può coglierne la sua unicità ed un olfatto sensibile, percepirne il profumo, non-profumo.
La mimosa e la donna: donna paziente, silenziosa, che regala sorrisi, o conserva lacrime nascoste ed è in grado di esistere e reagire.
La mimosa e la donna: colei che sa quando imporsi o farsi da parte, non oggetto di scambio, ma protagonista del suo tempo.
La donna del 2012 guarda la vita negli occhi, metabolizzandone gioie ed affanni, con forza e determinazione.
A questa, solo a questa Donna, un mazzo delle mimose che hanno resistito alla neve.
Luciana Interlenghi