Pagano 100 ricevono fattura per 300. Nei guai 53 persone per false sponsorizzazioni sportive.
Le Fiamme Gialle camerti, a seguito di una verifica fiscale nei confronti di un’associazione sportiva dilettantistica di San Severino Marche, hanno smascherato una frode fiscale per 606.000 euro. Denunciato il segretario factotum dell’associazione ed altri 52 imprenditori che hanno usufruito delle fatture per le sponsorizzazioni gonfiate.
La Guardia di finanza di Camerino, a seguito di una verifica fiscale nei confronti di un’associazione sportiva settempedana ha smascherato una frode fiscale da 606.000 euro ottenuta gonfiando fino a tre volte l’importo fatturato rispetto a quello dei pagamenti delle sponsorizzazioni sportive.
Il fenomeno è purtroppo noto. Alcune società sportive prive di scrupoli accettano ed a volte propongono di fatturare per importi superiori rispetto ai compensi percepiti, onde consentire l’indebita detrazione di imposte dei rispettivi destinatari delle fatture.
Nel caso della società sportiva in argomento le Fiamme Gialle camerti, all’apertura della verifica, sono entrate contestualmente in più locali di San Severino Marche utilizzando degli esperti informatici per recuperare i dati nei computer presenti. Proprio grazie agli esperti informatici è stato possibile recuperare alcuni file dove erano riportati i dati reali e quelli fittizi delle sponsorizzazioni effettuate. In sostanza per ogni operazione di pubblicità nei bilanci vi era scritto, accanto al nominativo dello sponsor, il dato reale e quello fatturato e pertanto da subito è emersa con estrema chiarezza la frode fiscale posta in essere.
Gli importi contestati agli utilizzatori delle fatture vanno da poche decine di euro, fino a decine di migliaia e tutto era in proporzione, generalmente 1 a 3, con l’esborso reale. Tutti sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Camerino per dichiarazione fraudolenta e tutti saranno destinatari di controlli fiscali volti al recupero delle somme indebitamente contabilizzate.
Il segretario contabile e gestore di fatto dell’associazione è stato invece denunciato per emissione di fatture per operazioni inesistenti e sono stati altresì sequestrati i suoi computer per ulteriori accertamenti.
L’associazione sportiva, la quale versa per legge solo il 50% dell’Iva fatturata, dovrà versare la differenza dell’Iva sulle fatture fittizie che ha emesso.
L’attività prosegue per individuare altre associazioni sportive che possono aver operato nello stesso modo.