La travagliata storia del parcheggio al Colle dell’Infinito, finirà, con ogni probabilità, presto in soffitta, con buona pace di tutti: del Centro Nazionale di Studi leopardiani, proprietario dell’area e del Comune che ne aveva avviato la procedura di esproprio, la cui variante è ancora in attesa di definizione. Il Consiglio di amministrazione del Centro, infatti, d’accordo il Comitato Scientifico, ha comunicato a sorpresa che non solo non ha nessuna intenzione di realizzare il parcheggio ma neppure di consentire a chicchessia di farlo. Questo perché il Parco è stato considerato dal Ministero dei beni culturali, un bene indisponibile, insieme alla Foresteria e alla sede storica, costruita nel 1937. Ora ci si chiede, quali passi farà il Comune che ha considerato sempre quell’opera indispensabile per allargare la disponibilità dei parcheggi a ridosso dell’ospedale che sorge proprio a fianco del parco leopardiano? Come si ricorderà, inizialmente, il CNSL si era opposto alla realizzazione del parcheggio da parte del Comune dichiarandosi disposto ad accollarsi lui, il costo e l’onere della realizzazione dell’opera capace di ospitare 50 posti auto. Il Comune invece non ne ha voluto mai sentir ragione rivendicato a sé questo diritto, avviando al contempo l’azione di esproprio dell’area di 3.200 mq trasformata con una apposita variante, da verde in servizi. Da qui il ricorso al Tar del Centro Studi con richiesta di sospensiva del provvedimento. Il Giudice del tribunale Amministrativo non ravvisò, però il pericolo incombente ed irreparabile di un danno lamentato dall’ente, al suo patrimonio, perché si era solo nelle fasi preliminari della procedura di adozione della variante. Il Tar quindi ha stabilito che in realtà nessun atto espropriativo poteva essere avviato se non al completamento dell’iter procedurale della pratica di variante. Ma che fine ha fatto la variante? La trasformazione urbanistica di questa parte del parco a fianco al laboratorio analisi dell’ospedale, era stata inclusa nel piano particolareggiato del Colle dell’Infinito redatto dall’architetto Dierna, piano che aveva subito una restrizione dei suoi perimetri con l’esclusione di alcune unità immobiliari.