UNA BRUTTA PAGINA PER LA STORIA DI LORETO

Ancona, 21 giugno 2012 – Antonio Recchi, ex assessore (Sdi) del Comune di Ancona, è stato condannato a sette anni di reclusione.

E’ ritenuto responsabile di bancarotta per distrazione relativa alla Nuova Jesi calcio (5 anni; per l’accusa avrebbe distratto circa 250mila euro dalle casse del club) e concorso in corruzione (2 anni) per aver affidato un bando per selezionare vigili al Comune di Loreto alla ditta Sida in cambio di una collaborazione con il Conero Golf Club.

Con lui, per concorso in corruzione, sono stati condannati a due anni di carcere (pena sospesa) gli imprenditori Giorgio e Giulio Guidi della Sida. Assolti, invece, tutti gli imputati per il reato di turbativa d’asta sempre nell’ambito dell’appalto di Loreto.

Recchi, già direttore sportivo della Nuova Jesi calcio ed oggi coordinatore provinciale di Alleanza per l’Italia, è stato inoltre assolto (perché il fatto non sussiste) per il reato di concussione: non ha sfruttato l’incarico in Comune per forzare imprenditori a sponsorizzare la Nuova Jesi calcio fallita nel 2005.

L’ex assessore dovrà risarcire la curatela della Nuova Jesi Calcio, parte civile tramite l’avvocato Francesco Tardella, a partire da una provvisionale di 50 mila euro. Ad ogni modo, le difese ricorreranno in appello.

comunicato della Lista Loreto Libera in merito alla condanna in primo grado dell’ex dirigente comunale Antonio Recchi

Una pessima immagine che viene data a Loreto:  è la punta dell’iceberg di un lungo periodo di amministrazione allegra  e spregiudicata della cosa pubblica. Siamo sulla bocca di tutti, e il concorso in corruzione non è un reato qualunque. Chiederemo conto alla maggioranza che amministra Loreto da 11 anni in questa maniera di sapere dove sono finiti i soldi del concorso, i 50 euro che ogni partecipante per la selezione a vigile urbano dovette sborsare, chiederemo anche tramite una mozione di restituire i soldi a tutti quei poveretti che illusi da un concorso sono arrivati a Loreto fin dalla Sicilia.

E’ anche una questione politica perché Recchi, caro di Moreno Pieroni,  fu chiamato da quest’ultimo quando era sindaco su incarico fiduciario, e quando fu fatto rilevare da più parti la stranezza di un concorso così costoso Pieroni fece orecchio da mercante, anzi davanti al giudice non ricordava più nemmeno bene se Recchi fosse del suo partito ovvero il partito socialista.

Rinfrescheremo la memoria a Pieroni riportandolo alla realtà e chiedendo spiegazioni su quel concorso-farsa che ha portato Loreto sulla cronaca giudiziaria in tutta la Regione. Un bel regalo d’immagine, anzi una vera vergogna.

Abbiamo assistito a blitz della finanza in Comune , a Recchi che ha dichiarato sempre che le procedure erano regolari, a una maggioranza che ha nascosto sempre la verità per amore solo delle poltrone,  e ora ci si ritrova con una sentenza di condanna che per quanto riguarda il Comune di Loreto è pari a due anni di reclusione. Dopo la sentenza di via Barca ora anche questa pessima pubblicità. Sarebbe ora che qualcuno andasse a casa.

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