L’amministrazione delle feste e delle tasse più alte d’Italia è inerte di fronte all’aumento della precarietà nella nostra città.
Anzi contribuisce a rendere difficile la vita dei propri cittadini, costringendoli a pagare l’IMU e l’IRPEF più alta d’Italia per realizzare ascensori ed eventi patacca.
Ma ciò che più indigna è il tono trionfalistico con cui si continuano ad annunciare soldi per la sanità ed i servizi, quando in tre anni di amministrazione il nostro ospedale ha perso la maternità, la pediatria, la ginecologia, la guardia anestesiologica, la chirurgia eccetera eccetera.
Arrivano ogni giorno segnalazioni di cittadini che sono costretti a ricoverare i propri figli al Salesi di Ancona o i propri genitori a Tolentino per una piaga da decupito o dover attendere ore al Pronto Soccorso di Civitanova.
Quanto tempo perso, quanti disagi creati, quanti costi aumentati per le nostre famiglie a causa della volontà di chiudere il nostro Ospedale.
E chi dovrebbe rappresentare gli interessi dei recanatesi (i politici di professione…) riesce ad esaltare come conquista la convenzione (altri soldi dei cittadini spesi…) concessa ad un medico in pensione per fare consulenza all’interno dell’Ospedale, mentre nel silenzio totale sono passati i 4 giovani medici che fino al 30 giugno hanno lavorato nel punto di Primo Intervento dell’Ospedale ed ora mandati a casa senza essere nemmeno sostituiti.
Purtroppo ciò che è aumentato al Santa Lucia dopo tante e vuote promesse degli amministratori sono solo gli aborti praticati, senza che nemmeno un’euro sia stato investito in prevenzione.
Speriamo che chi è illuminato dal potere temporale della Chiesa riesca a comprendere l’importanza della prevenzione, scomparsa nella nostra zona sanitaria, come strumento per ottenere consistenti risparmi futuri, sempre che non si preferisca seguire il modello dei profumati incarichi a tesserati di partito.