
Lo slogan dell’attuale amministrazione “Recanati Cambia” trova immediata conferma nel modo di gestire alcune materie che sono di stretta competenza del Consiglio Comunale e che invece sono state trattate senza il coinvolgimento di tutte le forze politiche in esso presenti. Dopo l’iter per l’approvazione del Bilancio di previsione, dove è mancato il confronto con le componenti sociali, economiche e politiche della città, anche sulla delibera che ha avuto ad oggetto l’adeguamento al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale abbiamo assistito ad una presentazione del punto frettolosa ed incompleta e all’assenza di qualsiasi illustrazione ai cittadini che poteva costituire un’ottima occasione per stimolare la partecipazione democratica a quelle decisioni che incidono maggiormente sullo sviluppo ed il futuro della città.
Infatti:
Il punto approvato dalla maggioranza nella seduta di martedì 17 luglio è stato anticipato nella Commissione Urbanistica solo il venerdì antecedente; sono state mostrate solo alcune tavole ; non sono state né fornite né illustrate le nuove Norme Tecniche di Attuazione che costituiscono l’impianto normativo; mancano alcuni elaborati; i consiglieri comunali che non fanno parte della Commissione Urbanistica si sono trovati in cartella gli atti solo poche ore prima del Consiglio; l’istruttoria doveva essere accompagnata dalla documentazione relativa allo stato attuale, assente, per valutare appieno le modifiche introdotte.
La stessa presentazione del punto è apparsa contraddittoria e confusa: si è trattato dell’adeguamento del P.R.G. al P.T.C. Provinciale o è stato approvato il nuovo Piano Regolatore Generale come ha affermato il giorno dopo l’approvazione l’Assessore Galassi sulla stampa locale?
Il lavoro è stato fatto dall’Ufficio di Piano con risparmi sulle parcelle per incarichi esterni oppure ci si è avvalsi della collaborazione di professionisti che sono costate in sei mesi 45.000,00 Euro?
Siamo sicuri che non sono state inserite nuove aree? Che ci sarà attenzione per le aree agricole? Non dimentichiamoci che è la stessa amministrazione che ha approvato il fotovoltaico di Santa Croce e della Collina Montironi.
Non è stata accolta la richiesta di rinvio avanzata dalle minoranze per prendere visione di tutti gli atti e per approfondire alcune tematiche rimaste in ombra e non del tutto chiare e non gli è stato consentito di contribuire ai lavori del Consiglio su un punto qualificante come l’assetto urbanistico della città.
Cosa nasconde tutta questa fretta? A chi giova? Staremo a vedere.
Intanto si è persa l’occasione per coinvolgere tutte le componenti politiche in un progetto che poteva essere condiviso.
E’ questo il cambiamento?
Il Coordinamento ed il Gruppo Consiliare del PDL
Sabrina Bertini
