si apre il 26° convegno missionario

“Bisogna ribaltare il detto “l’amore per il potere” in “il potere per l’amore”. Lo dice sprizzando gioia e serenità Padre Alessandro, uno dei collaboratori più attivi del convento dei frati cappuccini di Recanati che in questi giorni è impegnato nell’organizzazione del 26° Convegno Missionario in programma domani, nell’area antistante la chiesa di Montemorello.

“Le porte del convento, dice, rimarranno aperte dal sabato pomeriggio sino alla domenica soprattutto per il popolo di Recanati che vorrei ringraziare, specie quello di Montemorello che ci da’ un grande aiuto. Non è solo fede ma c’è tutta una fraternità che prepara questo evento che per noi è già una ricompensa.”

In Etiopia i frati cappuccini sbarcarono la prima volta nel 1969 mentre in Benin sono già 25 anni di presenza. “Purtroppo, dice padre Alessandro, ci sono ancora zone dove non c’è una minima struttura né missionaria né governativa. Il Benin è un paese tranquillo, è una repubblica dove siamo accettati bene e possiamo lavorare liberamente.

Per quanto riguarda l’Etiopia il governo è un po’ più pignolo e anche i nostri missionari, sia quelli entrati da tempo che quelli che vogliono entrare adesso, hanno un permesso di soggiorno limitato e a volte devono entrare nel Paese non come religiosi o evangelizzatori ma come direttori di scuola, operatori sociali o personale sanitario.

Nel convento di Recanati, durante l’anno, da gennaio a giugno, vengono organizzati 6 incontri di preparazione per chi vuol fare un’esperienza missionaria in questi luoghi di due settimane, prolungabili per chi ha competenze particolari.

Intanto fervono i preparativi per il convegno: la festa inizia questa sera con la cena e lo spettacolo musicale dei “Rinomatti” con la musica di Rino Gaetano. La domenica mattina, dove sono previste circa mille persone, il convegno sarà aperto dalla testimonianza di padre Giulio Albanese, comboniano molto famoso, direttore e responsabile del mensile d’informazione missionaria “Popoli e missione”. Parlerà sul tema della fede e missione. “Abbiamo scelto questo tema, dice ancora padre Alessandro,  perché il Papa ha indetto l’anno della fede che inizierà ad ottobre.” Seguiranno altre testimonianze di chi è stato in Africa o da’ il proprio aiuto attraverso le adozioni. La grande festa delle missioni terminerà con un pranzo dove saranno servite le tradizionali tagliatelle con la papera, fatte a mano dalle donne del quartiere.

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