
RIESCONO ANCHE A SMENTIRE SE STESSI – di Simone Giaconi, capogruppo della lista “Per Recanati”.
Purtroppo quello che l’opposizione aveva denunciato in Consiglio Comunale si è puntualmente verificato.
In due delibere di Consiglio Comunale di novembre 2011, l’Amministrazione Comunale ha incredibilmente posizionato ben 6.500 metri cubi di nuova area residenziale in una zona agricola per gran parte “interessata da frane attive” al solo scopo di fare cassa, tanto che il bilancio 2011 contiene un residuo di 1 milione ed 800 mila euro, di cui solo 900.000 già incassati, ma con il forte rischio che ora il Comune li debba retrocedere alla ditta, una volta “scoperto” quell’incredibile volontà di forzare anche le leggi della natura per violentare il territorio.
Oggi quell’accordo sancito in Consiglio Comunale e ”venduto” ai recanatesi come un passo importante per l’occupazione ed il lavoro è carta straccia perchè viene meno una parte importante della cubatura concessa al privato.
A dar ragione all’opposizione e smascherare l’Amministrazione, ironia della sorte, ci ha pensato il settore Gestione del Territorio della Provincia, guidato dall’Assessore Provinciale Recanatese che siede anche in Giunta Comunale, definendo l’area di San Francesco “Area a rischio frana, con rischio gravitativo elevato e pericolosità elevata”.
Nell’atto della Provincia si sancisce per la zona di San Francesco, oggetto di accordo procedimentale, “l’inedificabilità dell’area soggetta a frane attive, all’interno della quale rientra anche la frana perimetrata nella cartografia PAI”.
E lo stesso atto sancisce per la zona dell’Addolorata, oggetto di accordo, che “recenti eventi atmosferici hanno evidenziato, per quanto attiene al rischio esondazione, fenomeni di alluvionamento nella porzione terminale della valle del fosso di Le Conche che hanno coinvolto una porzione dell’area di futura lottizzazione”.
Come è possibile che prestigiosi consiglieri di maggioranza, tecnici affermati, abbiano votato un atto in cui si concedeva cubatura in area soggetta a frane ed inondazioni?
Come è possibile che gli stessi amministratori che hanno chiesto al Governo lo stato di calamità per le alluvioni che hanno colpito Recanati, decidano di cambiare il piano regolatore per costruire nelle zone di dissesto idrogeologico?
Come è possibile che una seria e lungimirante amministrazione crei problemi e lungaggini ad imprenditori che vogliono investire nella nostra città?