
Porto Recanati. La discussione della mozione di sfiducia ci ha permesso di capire alcuni aspetti della politica locale, grazie soprattutto ai preziosi dettagli forniti da Riccetti nel corso del suo intervento.
Il risultato della votazione era assolutamente scontato, compresa l’astensione di Agostinacchio.
Ecco, quindi, che l’importanza della discussione in consiglio è stata quella di mettere alla luce attraverso la narrazione di dettagli, lo stato dell’amministrazione.
Riccetti ha parlato di una maggioranza litigiosa, accentratrice, clientelare e tutto ciò è confermato anche dalle parole di Rovazzani e Fiaschetti che hanno fatto parte di quella stessa maggioranza e ne sono usciti.
Riccetti ha narrato anche (e questa è la vera novità) il triste tentativo della Ubaldi di provare ad imbastire un’alleanza con la minoranza, nel periodo in cui evidentemente non era convinta di poter essere sostenuta dai suoi fedeli.
La risposta del Sindaco agli argomenti trattati da Ricetti è sconcertante. Non è mai entrata nel merito delle questioni, ma si è limitata (per oltre un’ora, alla faccia dei limiti di tempo che lei stessa ha imposto) ad elencare le cose che l’amministrazione ha fatto in questi mesi.
L’attività politica di una maggioranza, ridotta a lista della spesa.
Nessuna risposta ai cittadini.
Opportunismo, ambizione e potere sembrano essere gli elementi caratterizzanti dell’azione di governo della destra.
Sono gli stessi elementi che hanno determinato il grave distaccamento dei cittadini dalla politica.
A questo punto una cosa è chiara.
Chi, come me, ha l’onore e il dovere di rappresentare un partito politico, non può più sottrarsi alle proprie responsabilità.
Da oggi (ma forse sarebbe stato meglio da ieri) dobbiamo investire ogni minuto della nostra vita politica, nel tentativo di invertire una rotta destinata a causare l’annientamento del delicato sistema democratico e sociale della nostra città.
La prima cosa da fare è ri-coinvolgere la cittadinanza nella vita politica del paese. Occorre stimolare il pensiero critico della gente nel discutere e affrontare le piccole e grandi questioni locali.
I partiti devono mettersi in gioco insieme alle tante realtà associative della città.
Mettersi in gioco significa non aver paura di aprire tavoli di discussione e confronto dai quali far nascere una sintesi di programma politico e amministrativo per il futuro di Porto Recanati.
Ma soprattutto, mettersi in gioco significa innovare il metodo di fare politica.
La Partecipazione è la strada da seguire. Assemblee pubbliche permanenti aperte a tutti i cittadini sia italiani sia stranieri, organizzazione di gruppi di studio e di ricerca, creazione di Forum tematici su internet. La discussione e il confronto devono portare al superamento dello scarto generazionale perché la fiducia e il successo dei giovani sono strettamente legati all’esperienza dei più anziani.
Questa è la sfida del futuro. Superare la logica della democrazia rappresentativa limitata al solo diritto di voto e incentivare la logica della democrazia partecipata e integrata tra amministrazione e cittadinanza.
Invito tutti i partiti della sinistra PD, Federazione della Sinistra, IDV, Socialisti, Verdi, tutte le realtà associative sociali e di categoria interessate a questo percorso, sindacati, quartieri, singoli cittadine e cittadini ad accettare la sfida e lavorare da subito per costruire l’alternativa politica non solo all’amministrazione Ubaldi, ma soprattutto ad un modo di governare obsoleto che ha contribuito a produrre un fenomeno drammatico come quello dello scollamento tra la cittadinanza e il governo della città.
Alessandro Palestrini – Coordinatore SEL Porto Recanati