Recanati. CANTIERE ABUSIVO DEL COMUNE NEL CAMPO DI CALCIO FRATELLI FARINA E MATERIALE TOSSICO REGALATO AI RECANATESI Talvolta vien proprio da ridere nel leggere i comunicati stampa dell’amministrazione comunale. Come quando l’amministrazione si arrampica sugli specchi scrivendo che il cantiere di lavori situato all’interno dell’ormai ex campo sportivo Fratelli Farina non è un cantiere. E’ dal 6 ottobre che operai e mezzi del Comune e di ditte esterne stanno lavorando per togliere il manto sintetico di copertura del campo stesso, eppure la nostra amministrazione scrive che quello non è un cantiere. Ma allora cos’è? E’ un cantiere abusivo? Roba da codice penale. Ci sono all’opera grossi camion e mezzi tipici dei lavori edili ma…non sarebbe un cantiere. Forse è per questo che non è stato neppure recintato come dovrebbe essere fatto per legge per ogni cantiere. Anzi la recinzione naturale del campo è stata completamente diventa per oltre 100 metri lungo tutto il campo di calcio. Non essendo un regolare cantiere non è stato nemmeno apposto il cartello, anch’esso, previsto dalla legge, che indica il responsabile dei lavori, il tipo dei lavori da effettuarsi , la data di inizio e fine lavori, gli estremi della concessione edilizia e altre informazioni. Come mai allora, visto che non sarebbe un cantiere, solo dopo la visita ispettiva avvenuta nel pomeriggio del 18 ottobre da parte del Servizio di Prevenzione Sicurezza e Lavoro dell’ASUR, l’amministrazione si è affrettata, a recintare (malamente) la zona di lavoro? Come mai l’amministrazione si è decisa solo il 19 ottobre ad apporre un cartello, peraltro mancante di alcuni dati fondamentali richiesti dalla legge, sul cancello dell’ex campo di calcio? C’è anche da chiedersi come mai tale cartello indica il 16 ottobre 2012 come data inizio lavori mentre tutta la città ha visto che i lavori sono iniziati il 6 ottobre.
Il mistero si infittisce sul cartello stesso: al mattino del 19 ottobre alle ore 8 c’era un piccolo cartello, nelle ore successive è stato sostituito da un altro molto più grande, forse con contenuti diversi. Cosa nasconde l’amministrazione comunale? Non è che l’amministrazione è partita con questi lavori, ritenuti preliminari, senza essere in regola? Se i nostri giovani ed inesperti amministratori avessero qualche nozione giuridica o anche semplicemente il buon senso dei padri di famiglia avrebbero dovuto sapere che quello che hanno aperto nel campo sportivo è un cantiere vero e proprio a tutti gli effetti, seppur temporaneo. Per legge (art. 89 comma 1 lettera a) D.Lgs. 81/2008) si intende cantiere temporaneo qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di ingegneria civile riportati in un lungo elenco allegato in cui certamente rientrano i lavori attualmente in corso all’ex campo sportivo Fratelli Farina. Ma ci chiediamo: a che serve spiegare la legge a sprovveduti e improvvisati amministratori comunali che probabilmente l’unico cantiere che conoscono è quello del gioco del LEGO al quale evidentemente sono ancora affezionati? Se questi amministratori hanno dimostrato totale insensibilità nei confronti di 3.500 recanatesi che hanno firmato per mantenere il “loro” campo di calcio che ha valore identitario, non si può certo pretendere che ora comprendano le ragioni del buon senso e nemmeno del diritto. Forse pensano che chi comanda il Palazzo sia al di sopra delle regole e della legge.
Ma c’è di peggio. Solo due mesi fa, con l’obiettivo di vincere le resistenze dei recanatesi alla demolizione del campo di calcio, il consigliere comunale del PD e delegato allo sport Mirko Scorcelli dichiarava alla stampa che “l’intaso del manto sintetico…” è “…costituito da materiale talmente salubre che per smaltirlo occorrerà portarlo in discariche speciali”. Ora invece è la stessa amministrazione comunale, a guida PD, che invita a cittadini, i comitati di quartiere e il comune di Corridonia a venirsi a prendere questo materiale tossico? Si tratta infatti di un manto definito “di prima generazione”, potenzialmente nocivo alla salute, poiché nel manto risultano mescolati in esso materiali tossici come la macinatura di gomma. Insomma: chi amministra la città dice che il manto del campo sportivo è tossico ma poi regala tale manto ai recanatesi e ai corridoniani. A noi la cosa non stupisce visto il totale disinteresse verso la salute dei recanatesi già dimostrata con la sostanziale chiusura dell’Ospedale Santa Lucia, chiusura o totale trasformazione dell’ospedale accettata e condivisa da questi poco lungimiranti amministratori comunali.
Enzo Marangoni
Consigliere regionale