L’attivà ispettiva della Squadra Mobile di Macerata

Alla fine del mese di Agosto scorso, un giovane extracomunitario, in concorso con un altro connazionale, aveva dato alle fiamme una Renault Scenic posteggiata nei pressi di una’abitazione sita nella zona industriale di Corridonia, fatto per il quale era stato tratto in arresto dagli agenti della “Volante” che lo avevano sorpreso mentre stava scappando dal luogo insieme al suo complice.

A seguito del fatto, ai due giovani, dopo la convalida dell’arresto, era stata applicata la misura dell’obbligo di dimora con la prescrizione di non allontanarsi dall’abitazione nelle ore notturne.

Uno dei due pero’, E.A.A.A. di anni 23 verso la fine del mese di Settembre scorso, si è reso responsabile di un tentativo di rapina ai danni di un soggetto al quale aveva tentato di strappargli la catena d’oro che aveva al collo. A seguito di cio’, il giovane è stato nuovamente denunciato all’Autorità Giudiziaria che ha aggravato la misura a cui era sottoposto, sostituendo l’obbligo di dimora con quella degli arresti domiciliari, misura che gli è stata notificata presso il proprio domicilio dagli agenti della Questura.

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A seguito di mirate indagini condotte dalla Squadra Mobile di Macerata volte a scardinare un’organizzazione composta da cittadini pakistani dedita a far ottenere il rilascio della patente di guida italiana a loro connazionali in alcuni casi addirittura senza che questi conoscano la lingua italiana, nel primo pomeriggio di ieri, gli agenti della squadra mobile, a seguito di un servizio di appostamento approntato nei pressi della sede della Motorizzazione, individuavano e denunciavano tre cittadini pakistani tutti residenti in provincia di Macerata, due dei quali si dovevano sottoporre all’esame per il conseguimento della patente di guida.

Gli agenti infatti, notavano  sopraggiungere un’autovettura dalla quale scendevano tre giovani pakistani, due dei quali si dirigevano verso l’ingresso degli uffici della Motorizzazione Civile, mentre il terzo si intratteneva su di una panchina posizionata proprio a ridosso dell’ingresso dell’aula, iniziando ad armeggiare freneticamente con due telefonini.

Posto che i due giovani pakistani che dovevano sottoporsi all’esame non si esprimevano assolutamente nella lingua italiana, questi richiedevano l’assistenza audio, diffusa in cuffia esclusivamente in lingua italiana tramite cuffie messe a disposizione dalla Motorizzazione. Tale richiesta, evidentemente, era finalizzata ad occultare qualche piccolo apparecchio inserito nell’orecchio.

Al termine della sessione d’esami infatti, nella presunzione che i tre avessero adottato un sistema fraudolento diretto a raggirare il sistema di valutazione della Motorizzazione, venivano bloccati e sottoposti a perquisizione, operazione che permetteva di rinvenire sui tre un sistema auricolare wireless e quattro telefonini ad esso collegati, mediante i quali venivano fornite dall’esterno le risposte ai quiz da digitare al computer posto a loro disposizione dalla Motorizzazione.

Ascoltate le domande dalle cuffie dei due esaminandi infatti, il cittadino pakistano che si trovava all’esterno riusciva, tramite sms, a suggerire le risposte ai due all’interno che con questo stratagemma, sarebbero riusciti a superare l’esame.

Sono in corso indagini da parte della Squadra Mobile. I tre cittadini pakistani sono stati tutti denunciati per il reato di truffa (Art. 640 c.2°).

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