Quell’adorabile figlio di…….

Sulle orme del nonno, ma alla fine  si prende gli insulti dei parenti per aver troppo ficcanasato nella sua vita privata e,  cosa imperdonabile, nell’averla raccontata in un libro uscito da poco a cura di una casa editrice di Macerata. Il nipote birichino è il recanatese Vinicio Galluzzo, 70 anni, molti dei quali trascorsi in giro per il mondo, fra cui l’Argentina dove suo nonno, materno, era emigrato per la prima volta nel 1922.  Morì nel 1944 pochi giorni prima che lui nascesse, tant’è che ha sempre creduto di averne ereditato lo spirito. Il libro, intitolato “El sabor de chimicurri” (la salsa con cui si condisce l’asado), è dedicato agli italiani in Argentina e ai costumi e cultura di questo paese ma ha avuto il torto secondo i parenti di scrivere quasi due interi capitoli sul nonno nel quale non solo rivela i segreti della sua vita ma lo definisce bonariamente, un adorabile figlio di……… Galluzzo lo fa però con tutto l’affetto di un nipote innamorato di lui.  Così un giorno, per saperne di più,  decide di vendere la sua casa al mare a Porto Recanati, di comprarsi  una auto di seconda mano e di imbarcarsi a Livorno. “Ho percorso in Argentina ben 50.000 chilometri attraversando anche i deserti alcuni posti sopra i 4.000 metri di altezza rischiando di morire per mancanza di ossigeno, spinto solo dal  desiderio di ripercorrere le orme di mio nonno.” In famiglia, racconta Galluzzo,  “era il mito più grande, anche perché  era riuscito viaggiare senza mai pagare il biglietto perché ogni volta si presentava dal capitano della nave e metteva a disposizione, per tutta la durata della traversata, la sua esperienza di cuoco esperto.”  A Recanati per queste sue doti in cucina era conosciutissimo tanto che ha  lavorato per diverse famiglie nobili come Leopardi, Antici, Dalla Casapiccola. Faceva il cuoco per i loro matrimoni e il giorno più bello della sua vita fu quando lo portarono in trionfo dopo aver cucinato per 700 persone. “Ho viaggiato per ben due anni ininterrottamente per cercare sue notizie ripercorrendo gli stessi luoghi che aveva frequentato e visitai tutti i parenti. Mio nonno andò tre volte in Argentina. La prima volta come ebanista costruttore di casseforti, ma non fece fortuna. Poi ci ritornò con l’intento di piantare il riso. Anche questa volta fallì. Ritornò per la terza volta accompagnando il figlio che invece divenne un grande imprenditore edile. Quando andai in Argentina per avere sue notizie, scoprii  che nonno aveva due fratelli che aveva tenuto nascosti a tutti i parenti. Ma perché? Il mistero si infittiva. Poi scoprii il perché. Mio nonno aveva una donna dalla quale ebbe due figli.  Questa relazione la mantenne nascosta perché era terrorizzato che la gente lo venisse a sapere.  Tutto questo mi costò un sacco di insulti dalla famiglia che mi ha detto che i panni sporchi non vanno raccontati in un libro, ma lavati in famiglia.” Ma la storia del nonno non finisce qui. Perché ritornò Italia e rimasto vedovo, si sposò per la seconda volta.  Ebbe quindi due mogli regolari e una clandestina in Argentina. “Pur sapendo di dare un grande dolore a mia madre ho voluto raccontare tutto questo nel mio libro.”

Lascia un commento