Recanati. Un favore non richiesto getta nell’imbarazzo la famiglia dell’assessore Marinelli. Tutta colpa di quel trato di strada asfaltata in contrada Chiarino che va dal Castello Malleus sino al punto di vendita di materiali per l’edilizia e per la casache ditta di Paolo Marinelli, padre di Andrea, assessore alla cultura della giunta Fiordomo. Un piacere che la famiglia si è subito precipitata a chiarire non richiesto. La denuncia è partita dal capogruppo del Pdl in Consiglio, Roberto Bartomeoli, che non si spiega come mai non si sia provveduto a completare l’asfaltatura sino alla chiesa di Chiarino ma ci si è fermati proprio all’ingresso dell’azienda di famiglia dell’assessore. Una scelta improvvida quanto infelice che viene criticata persino dalla stessa famiglia Marinelli che si è trovata, sua malgrado, in mezzo ad un spiacevole clima di sospetti e di veleni, tanto che Luca Marinelli, 27 anni, fratello minore dell’assessore Andrea, si affida a facebook per esprimere, a nome della sua famiglia, tutto il suo disappunto:
“Credo sia doveroso, scrive Luca, esprimere la mia particolare opinione e quella dell’azienda di mio padre riguardo alla polemica in questione. Premesso che la strada versava oramai da anni in condizioni disastrose e avrebbe certamente necessitato di un intervento, nonostante ciò non ci siamo mai sognati in tutto questo tempo di avanzare in merito alcuna richiesta all’Amministrazione vuoi perché molti altri, come noi, nella nostra città si trovano nelle medesime condizioni e di certo non vogliamo sentirci privilegiati nei loro confronti, ma anche per il fatto che articoli come quelli ora apparsi sui nostri siti di informazione cittadina sarebbero stati inevitabili. In azienda tutti sono rimasti perplessi, nonché a disagio, alla realizzazione del lavoro perché già immaginavano ciò che di lì a poco sarebbe accaduto. Voglio immaginare che questa sia una prima tranche di lavori ordinati dall’assessore Biagiola che verranno al più presto ripresi per migliorare le condizioni del resto della via. Vorrei anche fare una domanda provocatoria al consigliere Bartomeoli (che certamente nel porre questa interrogazione sta semplicemente svolgendo il proprio ruolo) e anche a quanti di voi stanno concedendo del tempo alle mie parole: Quanti nel richiedere o nel dare favoritismi sarebbero deliberatamente così sfacciati? Noi non ci sentiamo cittadini di serie A, quello che viene definito favoritismo mi permetterei di dire che a noi potrebbe somigliare più ad uno sgarbo, anche se non credo ci siano motivi plausibili che possano giustificarne uno.”