Quanto spreco d’acqua…

Ma quanta acqua va sprecata lungo il percorso che la conduce nelle nostre case? Il Gruppo Astea, la multiutility a prevalente capitale pubblico che opera nell’ambito dei servizi energetici, idrici e ambientali, ha avviato un progetto di ricerca, proprio per individuare le zone critiche di dispersione per la presenza di perdite, nel territorio dove opera, e cioè quello dei Comuni di Osimo, Loreto, Potenza Picena, Recanati, Montefano, Porto Recanati, Montecassiano e Montelupone. “Le perdite sono causa di sprechi non solo dell’acqua ma anche dell’energia utilizzata per l’immissione in rete; vanno inoltre ad incidere sulle condizioni del terreno, delle infrastrutture e degli edifici – commenta Giancarlo Mengoni, presidente di Astea spa -. Grazie a questo progetto avremo un quadro preciso della situazione e potremo intervenire per migliorare l’efficienza nella gestione del servizio e preservare il più possibile la risorsa idrica”. Il progetto è un’implementazione dello studio avviato in via sperimentale sul comune di Potenza Picena grazie ad una borsa di studio sovvenzionata dalla Provincia di Macerata, in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. La dispersione è oggi un problema molto rilevante, sia dal punto di vista dello spreco della risorsa idrica che dei costi economici che ne conseguono. Secondo dati Istat relativi al 2008, in Italia il 47% dell’acqua potabile immessa in rete viene disperso; le Marche sono tra le regioni più virtuose con il 34%, dietro a Trentino Alto Adige e Lombardia (27%) ed Emilia Romagna (32%). Il Gruppo Astea (due sedi: Osimo e Recanati e 9 sportelli clienti) è una società costituita, oltre che dai Comuni, anche dal consorzio privato Gpo: serve oltre 140mila clienti e nel 2011 ha raggiunto un fatturato di 84 milioni e 800mila euro.

 

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