Andrea Marinelli, undicesimo nella lista Pd alla Camera, con tante polemiche che questa collocazione voluta dai vertici del partito ha generato, si sente oggi, dopo il voto, un escluso di lusso. “La mia è una posizione privilegiata perché sono il primo dei non eletti se Enrico Letta, capolista nelle Marche, mantiene il suo proposito di scegliere la Campania, e se qualcuno, nel frattempo, dovesse rinunciare o ricevere altri incarichi io potrei recuperare un seggio in Parlamento.” Soddisfatto anche delle primarie anche se alla fine il partito non lo ha affatto premiato declassandolo dalla 5° all’11° posizione per far posto ai big. “Le primarie per me, dice, sono state una bellissima esperienza perché in 5 giorni girarsi la provincia per cercare consensi e portare avanti dei programmi è stato meraviglioso.” C’è senz’altro un po’ di amarezza, anche se non confessata, per il risultato che poteva essere diverso se il suo partito a Recanati lo avesse appoggiato di più. Quanto alla ricaduta che lo tsunami Grillo avrà in città in prospettiva delle prossime amministrative, Marinelli si limita a dire che “il risultato elettorale del M5S in sede locale va misurato poi con le candidature, ma bisogna non sottovalutare il fenomeno e capire il perché.”
Il sindaco Fiordomo analizzando il voto prende l’occasione per togliersi qualche sassolino dalle scarpe “Il trionfo del Movimento Cinque
Stelle era prevedibile, direi scontato. Quante volte abbiamo detto che se la politica non cambiava negli uomini, nei metodi e nei contenuti era destinata ad una batosta? Eccola, e’ arrivata. Bastava stare in mezzo alla gente e sentire gli umori per capire che c’e’ una rabbia crescente. Incontro ogni giorni tanti concittadini, nelle assemblee di quartiere, nelle scuole, i giovani. Si sono stancati, vogliono il cambiamento, vogliono concretezza, azione, non chiacchiere. Come si poteva pensare che le tasse, l’Imu, la Tares, i tagli continui e violenti alla scuola, al sociale, alla sanità non avrebbe avuto effetti dirompenti? Siamo stati predicatori nel deserto, ci prendevano per pazzi e rompiscatole quando avevamo indicato in Matteo Renzi la figura sulla quale puntare. Solo Renzi avrebbe potuto superare la politica degli accordini, del misurino, degli inciuci che troppo male hanno fatto al centro sinistra. Avevamo una grande occasione, l’abbiamo persa e adesso l’Italia rischia il caos. Il Pd deve recitare il mea culpa a tutti i livelli. Per quanto mi riguarda, come Sindaco di Recanati e insieme ai miei collaboratori, dobbiamo riflettere e capire a livello amministrativo quali sono le attese e le richieste degli oltre 4000 recanatesi che hanno votato Grillo. Dobbiamo fare di più e meglio, io per primo. Molte delle proposte di Grillo sono valide e condivisibili, vanno analizzate e messe in pratica. Ho incontrato il gruppo recanatese di Cinque Stelle un anno e mezzo fa, pur da posizioni diverse possiamo trovare convergenze sulle cose da fare. Bisogna accelerare sul profilo innovatore dell’amministrazione comunale. Più attenzione alla sostanza, ai problemi veri, alle manutenzioni, alla sistemazione delle strade, alle esigenze reali dei recanatesi”.