La mia riflessione sull’attuale momento politico

Nota di Girio Marabini. Consentitemi di esprimere una mia considerazione sulla situazione politica attuale, quasi a completamento dei precedenti interventi sull’argomento apparsi sul quotidiano online radioerre.net. Il voto ha avuto un merito indiscutibile: quello di aver mosso le acque “chete” della politica.Nulla potrà essere come prima. Il linguaggio della politica dovrà essere d’ora in poi un linguaggio vicino alla gente e ai suoi bisogni, dovrà essere quindi il linguaggio della chiarezza, del pane al pane e del vino al vino, della mitezza che non è certo rassegnazione ma è disponibilità al dialogo. Quel “Basta!” gridato dalla gente di sinistra e di destra e non solo dal movimento 5 stelle che riunisce in una unica cosa le due categorie (si vedano i cosiddetti flussi elettorali) non potrà restare inascoltato. E’ tra l’altro una evidenza e una piacevole sorpresa, il fatto che questa volta i giovani, per natura non sempre portati ad ascoltare discorsi di politica , perché sono stati quasi sempre discorsi complicati e pieni di contraddizioni, sono stati i veri protagonisti del voto. Pare dunque affermarsi nella coscienza della gente il concetto della politica come   “città prestata” , cioé come terra di tutti e non di pochi. Lo spirito di servizio pertanto dovrà prevalere sugli interessi di parte, e dovrà ispirare i comportamenti degli “eletti”. La posta in gioco  del resto è molto alta: uscire dalla grave crisi economica, che corrisponde al disordine morale e valoriale di questa società. Vi è però una ulteriore evidenza: nessuno ha vinto le elezioni e nessuno può arrogarsi  il diritto di governare da solo. Lascia perplessi pertanto la proposta di un governo “di programma” e quindi di minoranza che “navigherebbe a vista” cercando il consenso sui singoli provvedimenti. Vi è tra l’altro un ostacolo costituzionale a tale ipotesi, così come è stato evidenziato da alcuni costituzionalisti. L’art.94 della Costituzione prevede :” Il governo deve avere la fiducia delle due Camere. (…) Entro 10 giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenere la fiducia”.  Per superare l’ostacolo qualcuno ha avanzato l’ipotesi che i rappresentanti del movimento 5 stelle lascino l’aula del Senato al momento del voto di fiducia consentendo così l’abbassamento del quorum. Tale artificiosa ipotesi non tiene conto del fatto che come contro mossa i deputati del PDL  potrebbero a loro volta uscire dall’aula facendo in tal modo venir meno il numero legale. Si capisce che certe soluzioni appartengono ai metodi del passato, lasciano il tempo che trovano e non consentono di dare un governo stabile al nostro paese. Come pure è ipotesi da non considerare quella di chiedere il voto di fiducia ai singoli rappresentanti del Senato al di là degli schieramenti di appartenenza, sarebbe una riedizione aggiornata del vecchio trasformismo, ed il governo avrebbe sicuramente vita breve. E’ invece necessario, a mio modesto avviso, un atto di coraggio e di responsabilità da parte di tutti i protagonisti alla ricerca di quel “salto logico” che possa “ridurre” la complessità della situazione e sappia superare le diverse posizioni, che ognuno secondo la propria logica considera legittime: legittima è la posizione del PD che sente sopra di sé la responsabilità di avanzare una proposta di governo, legittima è la posizione del PDL che offre la propria collaborazione e legittima è l’esigenza del movimento di Beppe Grillo di porsi come opposizione costruttiva e coscienza critica. E dunque, avendo  ognuno per la propria parte  ricevuto il consenso, con chiarezza, trasparenza, umiltà e senso di responsabilità si mettano al lavoro senza pregiudizi e veti reciproci. Se non sarà possibile un governo di ” servizio” che abbia la fiducia del Parlamento, si torni al voto, anche quello è un atto di coraggio e di responsabilità. E’ un appello che rivolgo ai neoeletti parlamentari marchigiani, augurando loro un buon lavoro…

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