Recanti. Da due mesi vive senza luce e metano perché non ha i soldi per pagare le bollette. Giulio Benfatto, 52 anni, una vita non facile e con tanti problemi personali e familiari, vive solo nella sua abitazione di via Calcagni da quando la madre, ormai un paio d’anni fa, è ospite della casa di riposo Ester Gigli. Ha un piccolo sussidio di invalidità di 300 euro mensili, appena sufficienti per mangiare. Ha trascorso i duri mesi invernali senza potersi mai lavare, al buio e al freddo e, naturalmente, senza potersi cucinare magari un piatto di minestra o mettere in moto la lavatrice. L’altra mattina presto si è alzato per andare al bagno ma, senza poter accendere la luce, ha urtato contro il termosifone battendo il viso e ferendosi. Sanguinante, si è fatto coraggio e si è recato al Punto di primo Intervento dove i sanitari gli hanno applicato sul volto sette punti di sutura. Prova a raccontarci la sua giornata che trascorre quasi interamente fuori di casa rifugiandosi, per riscaldarsi, in qualche locale pubblico: generalmente va al vicino circolo Acli di San Domenico o al bar-rosticceria La Fojetta di via Cavour.
“La sera prima di rincasare prendo un pezzo di pizza e poi vado a letto. Lo so, ci dice, che non sono presentabile e la mia persona, per chi mi sta vicino, non è gradevole perché mando un cattivo odore. C’è per questo chi si lamenta ma che posso farci? L’altro giorno mi sono fatto coraggio e mi sono buttato sotto la doccia anche se l’acqua era gelida. Ma posso ogni volta rischiare di ammalarmi? Io i soldi per pagare luce e metano non ce l’ho”. In casa si aiuta facendosi luce con una candela. Si è rivolto all’assistente sociale del Comune e al sindaco che lo hanno assicurato che si daranno da fare per risolvere il suo caso. ” Giulio spera nella possibilità di una borsa lavoro in modo da arrotondare le sue magre entrate, per permettersi di pagare le utenze, e reinserirsi nel mondo del lavoro. Ha tentano anche altre strade, per affrontare questo momento difficile, rivolgendosi a dei sacerdoti e agli Ircer, giusto per avere un piatto caldo e trovare rifugio nelle giornate più fredde. Ma questa è vita? Quante persone e famiglie a Recanati si trovano nelle stesse condizioni di Giulio? Una povertà spaventosa che è difficile immaginare e che mette ancor più paura per la solitudine a cui è condannata.