Burocrazia, politica, cittadini

nota di Girio Marabini. Tra i diversi argomenti che il nuovo governo dovrà affrontare vi è sicuramente quello della ridefinizione del rapporto tra politica e burocrazia. La legge Bassanini del ’97 aveva cercato di portare in equilibrio tale rapporto, che era stato fino a quel momento asimmetrico a favore della politica, definendo gli ambiti di azione della stessa (potere di indirizzo e di controllo) e assegnando  autonomia di azione agli organi burocratici con la conseguente responsabilità in ordine ai risultati. Si comprende infatti come solo un rapporto dialettico e di collaborazione tra politica e burocrazia, la cui azione si caratterizza in particolare per l’alta professionalità e per le specifiche conoscenze e competenze possedute, possa garantire una efficace ed efficiente realizzazione delle politiche pubbliche e il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione (art.97 della Costituzione). Tale rapporto di collaborazione è ancor più necessario quando si devono effettuare scelte politiche  che incidono profondamente nella vita dei cittadini, come ad esempio  quelle relative alla revisione della spesa nella scuola e nella sanità, che hanno bisogno di studio e ponderazione. Se consideriamo poi Il rapporto dei cittadini con la pubblica amministrazione ci accorgiamo che esso è ancora in alcuni casi problematico, nonostante vi siano stati interventi legislativi quali quelli  relativi alla trasparenza e ai tempi delle decisioni (accesso agli atti, assenso-consenso, ecc…). Nell’ immaginario collettivo il termine burocrazia ha finito per assumere un significato negativo, così sintetizzato dal dizionario Zingarelli: “pedanteria, lungaggine, formalismo eccessivo, specialmente nel disbrigo di pratiche amministrative.” La causa dei disagi che i cittadini devono a volte affrontare quando hanno la necessità di rivolgersi alle Istituzioni, risiede proprio in questo “formalismo eccessivo” che non dipende certo dalla volontà del personale. Infatti le regole e le procedure a cui i dirigenti o il personale di un pubblico servizio devono per legge attenersi sono spesso inderogabili, prevedono numerosi e a volte inutili passaggi, che impediscono di fatto un sollecito riscontro alle richieste dei cittadini. Abbiamo assistito infatti negli anni al proliferare inarrestabile di leggi e regolamenti(nuovo legalismo): ogni più piccolo aspetto della vita viene determinato e stabilito con evidenti limitazioni delle libertà e dei diritti dei cittadini. Dovrebbe al contrario valere il principio che la legge è fatta per l’uomo e non l’uomo per la legge. Non è un caso se oggi dal mondo dell’economia, delle associazioni, dei sindacati, ma anche dalla gran parte dei cittadini , viene la richiesta sempre più pressante di una semplificazione e di uno snellimento delle procedure amministrative. Sembrano esserne convinte anche le forze politiche presenti in parlamento… vedremo.

Lascia un commento