Tutti colpevoli,tutti assolti? N O! Al contrario.

Recanati. Nota di Gianni Bonfili. In  un  momento  tanto  difficile  per  il  Paese,come  quello  attuale,mi  pare doveroso  partecipare    all’impegnativo  dibattito  politico  in  corso,anche  in  veste  di  semplice  cittadino.
E  ritorno,per  chiarirli  meglio,su  alcuni  concetti  espressi  in  una  mia  nota  di  qualche  giorno  addietro,generosamente  ospitata  in  questo  sito.
Ho  sempre  condiviso  la  filosofia  keynesiana  dell’intervento  statale  per  stimolare  l’economia,anche  ricorrendo  all’indebitamento  pubblico,peraltro  attenuato  dal  maggior  introito  fiscale  derivante  dall’aumento  del  Prodotto  Interno Lordo  con  un  contribuente  corretto,purché  ne  venissero  rispettati  determinati  limiti.
Andare  oltre,infatti,significa  entrare  nella  spirale  infernale  del  debito  che  si  nutre  di  altro  debito  fino  ad  arrivare  ad  un  inevitabile  dissesto.
A  suo  tempo,ormai  lontano  di  decenni,Baffi,Governatore  della  Banca  d’Italia,rivolgeva  severi  richiami  a  non  eccedere  con  il  debito  pubblico,ma  fu  spedito  in  una  cella  carceraria  per  ponderare  meglio  i  suoi  ammonimenti,e  si  andò  avanti  allegramente.
Tutti,con  ruoli  diversi,hanno  partecipato  a  questa  marcia  trionfale,Partiti  di  governo,Partiti  di  opposizione,forze  economiche,forze  sociali,corporazioni,e  nessuno  può  onestamente  dichiararsi  incolpevole.
Ognuno,per  qualche  verso,ha  pascolato  sopra  il  debito  pubblico.
Ho  personalmente  sentito  Direttori  Generali  di  grandi  Banche  dire  che  comunque  quadravano  i  bilanci  con  i  lauti  introiti  dei  titoli  di  Stato.
Ma  anche  i  piccoli  investitori  contavano  sul  continuo  indebitamento  delle  Stato.
Nessun  pubblico  Amministratore esitava  ad  indebitarsi  per  accogliere  richieste  degli  amministrati,comprese  quelle  meno  apprezzabili.
Oggi,in  concomitanza  con  un  radicale  sconvolgimento  dell’assetto  economico  mondiale  che  incide  profondamente  nella  nostra  economia,ci  troviamo  sul  groppone  un  costo  annuale  del  debito  pubblico  pari  a  80  miliardi  di  euro  di  soli  interessi.
Tutti  colpevoli,tutti  assolti? N O !
Al  contrario.
Ognuno,responsabilmente,deve  caricarsi  la  sua  parte,senza  fare  furbescamente  a  scaricabarile  o  svignarsela  al  bagno  per  lasciare  il  conto  agli  altri.
La  casa  comune  brucia  per  la  noncuranza  di  tutti  ed  ognuno  dovrebbe  portare  con  convinzione  il  suo  secchio  d’acqua,i  più  grandi,i  più  forti,doverosamente  più  secchi;occorre  uno  sforzo  collettivo  per  il  bene  comune  : ecco  il  vero  cambiamento  ed  un  comportamento  encomiabile  non  solo  in  termini  politici.
Per  uscire  dalla  tempesta  serve  una  generale  dimostrazione  di  sincera  consapevolezza  e  di  senso  delle  Stato.
Gianni Bonfili

Lascia un commento