UNA STORIA DI SOLIDARIETA’ UMANA

 

di Galliano Nabissi ……   Infine,il pezzo forte del centro,l’esperienza più strana e sconvolgente,è il ristorante per ciechi che si chiama,appunto,Blackout. Immaginate di entrare in un locale dove il buio è totale,non si vede assolutamente niente. Entrate e venite accolti da un cameriere cieco che vi accompagna,con passo sicuro,al tavolo mentre voi annaspate incerti stringendo la sua mano,vi fa sedere con attenzione perché troviate la sedia senza cadere per terra e poi ha inizio l’avventura della cena. Vengono consegnati dei tovagliolini da legare al collo,molto grandi,perché non si può vedere ciò che si mangia e lo deve fare con le mani,rischiando di macchiarsi. Non esistono posate. Quando gli occhi si abituano al buio totale si incomincia a sentire la presenza di altri commensali che mangiano,parlando sottovoce,che magari rovesciano i bicchieri ma c’è subito un cameriere che interviene,sicuro come se vedesse,per aiutare il povero imbranato”vedente”. Il cibo è ottimo e il menù ricco e vario e ,sembra impossibile ma,abituati come siamo nella nostra quotidianità”normale” a non far caso al sapore del cibo ingurgitato in fretta tra un’occupazione e l’altra,istantaneamente,nel buio assoluto,ecco che ci si accorge di avere anche altri sensi,l’odorato,il tatto,l’udito e mangiare diventa un’esperienza gioiosa e piena di incognite anche comiche e esaltanti,indovinare ciò che si mette in bocca senza vedere,indovinare solo dal sapore e dall’odore il tipo di verdura,di carne o di pesce,scommettere se nel dolce c’è del liquore,scoprire infine che lo si può fare se si presta attenzione e si diventa più…. Umili e più aperti a quello che ci circonda,diventa un’esperienza esaltante…..dicono”c’è tanto da vedere quando gli occhi sono chiusi”.

Nessuno ha mai parlato di questa eccellenza tra le tante di Israele,siamo così coinvolti dai problemi di sicurezza e di guerra o terrorismo che non si parla d’altro,i giornalisti stranieri sono troppi impegnati a dipingere Israele come un Paese di soldati e di religioni da non porsi nemmeno il problema che questo sia un Paese dove, senza fatica,si trova il bello,si sente una gioia di vivere tanto forte che Israele,nonostante la situazione di guerra continua,è uno dei primi Paesi al mondo dove i suoi cittadini dicono sia”bello nascere”. Israele è intelligenza,è vita,è umanità,è anche un gran casino come tutti i Paesi mediterranei,è anche un po’ cafona e villana,è definita”fico d’India”,spinoso,ma dolce,molto dolce e,a differenza di altri è un Paese che funziona,che va avanti a testa alta e con orgoglio nonostante le avversità e i pericoli, è un paese che 65 anni di guerre non sono riusciti a piegare,è un Paese di giovani di inventiva e di capacità che fanno di Israele una”start up Nation” in tutti i campi,scienza ,tecnologia,cultura,business.

 

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