Ircer senza contributi da due anni

Recanati. La Fondazione Ircer che gestisce un patrimonio agrario, la casa di riposo e  case protette, cerca un accordo con l’amministrazione comunale sul domicilio di soccorso, cioè l’integrazione della retta che l’ente pubblico dovrebbe erogare per gli ospiti recanatesi indigenti, ma che da due anni non fa. Il presidente, Sergio Beccacece esprime tutta la sua volontà nel raggiungere un accordo, per scongiurare che si apri un contenzioso legale. Ricorda come “nel 2009, nel bilancio della vecchia amministrazione Corvatta, era previsto un contributo forfettario per gli Ircer di 100 mila euro: effettivamente il contributo erogato è stato di 60 mila euro che non ha coperto le effettive esigenze dell’integrazione delle rette che doveva superare gli 80 mila euro. Nel 2010, giunta Fiordomo, nel bilancio preventivo era previsto un contributo forfettario di 70 mila euro, che sono stati erogati, anche se la somma richiesta era di 80.000 euro. In altre parole gli Ircer ci hanno rimesso 10 mila euro. Nel 2011, la somma iscritta nel bilancio comunale di 60 mila euro, non è stata erogata. Nel 2012 non è stato previsto nulla e nulla è stato erogato. Per il 2013 non so nulla. Molti di questi ospiti sono stati direttamente segnalati e indirizzati agli Ircer dai servizi sociali del Comune che conoscevano bene la loro situazione. La Fondazione Ircer fa un servizio alla comunità o no?” Beccacece non riesce a spiegarsi il perché di questo atteggiamento di chiusura del Comune intravvedendo una dubbia volontà politica nel risolvere il problema delle rette.  “Ho l’impressione, aggiunge il presidente, che il Comune si trovi in difficoltà nei suoi bilanci e ha bisogno di denaro però non può prenderli dove non è possibile. Le premesse ci sono tutte per un accordo, chiudiamo con una ragionevole transazione.”  Questi ospiti di cui si parla non sono nuovi ma storici, sono anni che sono lì ricoverati e due anni fa, fa presente sempre Beccacece, il Comune chiese ed ottenne tutta la documentazione sugli ospiti ricoverati dal Comune stesso. “Il Comune può venire quando vuole e girare come un calzetto tutta la Fondazione Ircer però un conto è dire mi assumo questa responsabilità che per me è un onere di legge e un conto è dire come ho sentito da un amministratore “gli Ircer non ce ne ha bisogno!” I problemi che devono affrontare gli Ircer sono notevoli e alcuni drammatici, spiega infine Beccacece, “come lo stato dell’immobile delle ex Clarisse di Castelnuovo, che deve essere sistemato con centinaia di migliaia di euro, la caldaia che bisogna cambiare con una spesa di circa 100 mila euro, l’immobile di Porto Potenza che non si riesce a vendere, l’attivazione del  piano sicurezza con molte decine di migliaia di euro.”

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