Provincia di Macerata chiusa e incapace

 

PROVINCIA DI MACERATA. Nota del Gruppo consiliare provinciale PDL PPE: il capogruppo Nazareno Agostini. Da anni stiamo sottolineando la nullità dell’azione amministrativa di questa Provincia, ma ora crediamo che si sia raggiunto un livello di arroganza, mista a incapacità politica, insopporttabile, che i cittadini maceratesi non meritano, neache nell’ultimo scampolo di vita dell’ente, prima della definitiva chiusura annunciata da Letta e Delrio. Da mesi Pettinari e compagni evitano di rispondere alle nostre richieste, poste come consiglieri di minoranza, di fatto rappresentanti della maggioranza dei cittadini, i soli che pongono e propongono argomenti di interesse che la Provincia dovrebbe almeno utilizzare per agire, per guidare il cambiamento, per provare ad essere dinamica e attiva nel ruolo proprio di indirizzo e coordinamento. Nella seduta odierna del consiglio, dopo che Pettinari ha lungamente parlato della chiusura della scuola paritaria dei Salesiani di Macerata, con un giochetto risibile fatto di pareri tecnici e silenzi, non ci è stato permesso di intervenite sull’argomento, malgrado avessimo presentato una domanda d’urgenza. Un atteggiamento che dimostra la paura della giunta nell’affrontare temi caldi e l’incapacità di attuare misure idonee. Il tutto messo in atto da Cartechini e Pettinari, in violazione del regolamento del consiglio e dello statuto dell’ente, sotto lo sguardo inerme dei consiglieri di maggioranza, molti dei quali avrebbero tranquillamente voluto ascoltare la voce dei colleghi. Per questi motivi, tutti i consiglieri di minoranza, oggi, hanno abbandonando l’aula per protesta.

Oltre un anno fa abbiamo proposto e chiesto l’adozione del codice etico, la famosa Carta di Pisa, che la maggioranza si guarda bene dall’adottare, rimandandone la discussione di seduta in seduta (col codice etico, non potrebbero più esistere i doppi incarichi). Oggi non si è trattato di un caso isolato; tutte le sedute di consiglio vengono convocate nel tardo pomeriggio, con la puntuale richiesta di sospensione e rinvio, da parte della stessa maggioranza, appena scocca l’ora della cena, generando così costi non indifferenti, con scarsa produttività nel lavoro svolto, alla faccia del taglio ai costi della politica. Abbiamo chiesto la prevista audizione dei rappresentanti della provincia in seno alle società partecipate, ovviamente non attuato, come se la conoscenza e pubblicità della loro importante azione, fosse di solo dominio della giunta.

Questa provincia naviga a vista, senza obiettivi chiari, senza alcuna incisiva azione dei vari assessorati, di fatto invisibili sulla scena amministrativa. Programmi e progetti tanto sbandierati, ma neanche minimamente realizzati. Tutto risulta soffocato e rallentato, il che finisce per giustificare in ogni occasione, la convinzione più che strisciante e diffusa, che un ente del genere, gestito in tal modo, è completamente inutile e spesso dannoso. Certamente potrebbe fare molto di più, in tempi più rapidi e in maniera molto migliore. Lo dimostra la recente erogazione dei fondi statali per far fronte ai pagamenti della pubblica amministrazione; alla nostra provincia sono arrivate solo le briciole, rispetto alle decine di milioni erogati alle altre provincie marchigiane. Il motivo non è difficile da trovare; l’amministrazione provinciale lenta e timorosa, non ha realizzato quasi nulla e quindi ha ricevuto i fondi in proporzione. Anche qui la Provincia paga e fa pagare al territorio tutta la sua inettitudine. Se non è capace di guidare la crescita, almeno questa giunta brillerà nella gestione nell’ordinaria amministrazione? Ma neanche a pensarci! Basta guardare la situazione della manutenzione delle strade e il loro grado di sicurezza. Non riescono neanche a tagliare l’erba o chiudere le buche su strade provinciali divenute irriconoscibili, bombardate dall’incapacità di organizzare perfino il lavoro dei suoi mortificati dipendenti.

 

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