Rispettiamo ciò che è immortale

Recanati. Si dice spaventato il conte Vanni Leopardi, del “mega progetto” in via di realizzazione, proprio al di sotto del Colle dell’Infinito. “In  un momento in cui non costruisce nessuno, c’è poca economia e l’edilizia non funziona guarda caso che al Colle dell’Infinito si realizza una villa. Speriamo, aggiunge Leopardi, che poi la costruzione sia compenetrata dal buon gusto.” Il discendente del nobile casato si riferisce anche ai suoi ospiti che osservando quanto sta accendendo al paesaggio hanno la “sensazione del mancato rispetto del grande luogo simbolo degli italiani e della poesia. Però non siamo pessimisti.” Il discorso si allarga poi all’intero paesaggio che ha finito per perdere la sua naturale fisionomia. “Io sono un ottimista e dico che basterebbe, quando ci saranno più soldi, fare un’opera di maquillage per migliorare i colori che nella valle distolgono il pensiero dall’Infinito. Voglio dire a noi recanatesi che ci dobbiamo dar da fare se vogliamo conservare questo rispetto che ha avuto Giacomo per questa fonte di bene e di male che è la natura. Non possiamo noi recanatesi non renderci responsabili per primi del rispetto totale di qualcosa che è immortale.” Un appello che non sembra muovere più di tanto le coscienze sensibili alla tutela del paesaggio leopardiano. E pensare che solo pochi anni fa Recanati la regione Marche chiese al  Ministro dei Beni Culturali che il Colle dell’Infinito venisse considerato patrimonio culturale  dell’Umanita` attraverso il riconoscimento da parte dell’UNESCO. A tal proposito, venne avviata la procedura per la richiesta ufficiale di questo importante riconoscimento da parte dell’organismo internazionale, di cui si è persa traccia.

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